Scheda studio

Tiro con l'arco e Parkinson: studio Chen 2023

The Rehabilitative Effect of Archery Exercise Intervention in Patients with Parkinson’s Disease

Chiu-Ying Chen, Wei-Ning Wang, Ming-Kuei Lu, Yu-Wan Yang, Tsung Yu, Trong-Neng Wu, Chon-Haw Tsai2023

Citazione

Chen, C.-Y., Wang, W.-N., Lu, M.-K., Yang, Y.-W., Yu, T., Wu, T.-N., & Tsai, C.-H. (2023). The Rehabilitative Effect of Archery Exercise Intervention in Patients with Parkinson’s Disease. Parkinson's Disease, 2023, 1-11. https://doi.org/10.1155/2023/9175129

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APA

Chen, C.-Y., Wang, W.-N., Lu, M.-K., Yang, Y.-W., Yu, T., Wu, T.-N., & Tsai, C.-H. (2023). The Rehabilitative Effect of Archery Exercise Intervention in Patients with Parkinson’s Disease. Parkinson's Disease, 2023, 1-11. https://doi.org/10.1155/2023/9175129

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Scheda tecnica

Disegno
Studio randomizzato
Popolazione
Non sportivi
Livello
Non pertinente
Disciplina
Arco tradizionale
Numero di soggetti
31
Tipo
Articolo in rivista
Lingua
Inglese
Revisione tra pari
Sì
Sede
Parkinson's Disease

Cosa ha misurato e cosa ha trovato

In uno studio randomizzato condotto a Taichung, a Taiwan, 31 persone con malattia di Parkinson idiopatica sono state assegnate a un corso di tiro con l'arco tradizionale da seduti (16) oppure alle cure abituali (15); 29 hanno completato le misure finali, 15 e 14. Il corso durava 12 settimane, con una lezione di due ore alla settimana.

Rispetto al controllo, il gruppo dell'arco è migliorato di più nella prova di destrezza delle dita (Purdue pegboard): la differenza tra i cambiamenti dei due gruppi era di 2,07 pioli con la mano destra, 1,59 con la sinistra e 1,36 con le due mani insieme. È migliorato di più anche nelle tre parti della scala UPDRS, dove un punteggio più basso indica sintomi meno gravi: -2,22 per la parte I in tabella (-2,25 nel testo), -3,81 per la II e -9,10 per la III. Lo stesso vale per la forza degli arti inferiori (3,57) e per il Timed Up and Go, la prova in cui ci si alza dalla sedia, si cammina e ci si risiede (-1,51). Gli effetti, calcolati come Z diviso la radice di N, andavano da 0,372 a 0,631, medi o grandi secondo le soglie degli autori. Forza degli arti superiori, flessibilità, resistenza cardiorespiratoria ed equilibrio statico non sono cambiati in modo diverso tra i gruppi.

Tra le singole voci della UPDRS, il gruppo dell'arco è migliorato più del controllo nell'umore depresso, nella scrittura, nel girarsi nel letto, nell'espressione del viso, nella rigidità del braccio destro, nel tapping delle dita della mano sinistra e nell'agilità della gamba sinistra. Durante il corso non ci sono stati eventi avversi.

Come è stato misurato

I partecipanti, reclutati all'ospedale della China Medical University, avevano almeno 40 anni, una terapia stabile, uno stadio di Hoehn e Yahr tra 1 e 4 e nessun deficit cognitivo rilevante; in maggioranza erano allo stadio 2, e oltre il 60% dichiarava più di quattro ore di esercizio alla settimana. Dei 39 sorteggiati (20 e 19), quattro per gruppo si sono ritirati già durante le misure iniziali, prima del corso. Il corso, progettato da tre istruttori di arco tradizionale con licenza della federazione taiwanese insieme ai neurologi, si teneva da seduti per sicurezza, in due classi di circa dieci persone, con un istruttore ogni tre o quattro partecipanti e un fisioterapista presente. Era diviso in tre fasi: tecnica di base (tre settimane), tiro avanzato (quattro) e pratica integrata (cinque). Ogni lezione cominciava con circa 15 minuti di riscaldamento e allungamento con elastici, che i partecipanti ricevevano anche da usare a casa. Il controllo riceveva un colloquio e un opuscolo con esercizi di allungamento; entrambi i gruppi avevano una telefonata di sostegno al mese.

L'esito principale era la Purdue pegboard, in cui si infilano più pioli possibile in un tempo dato; gli altri erano le parti I, II e III della UPDRS, una batteria di test fisici per anziani e il Timed Up and Go. Le differenze tra prima e dopo sono state confrontate con test non parametrici (Wilcoxon dentro i gruppi, Mann-Whitney tra i gruppi), solo su chi aveva completato lo studio.

Limiti

Il campione è piccolo e l'analisi riguarda solo chi ha completato le misure (15 e 14 persone), senza un'analisi per intenzione di trattare; otto persone su 39 sono uscite prima ancora di cominciare, e il diagramma dei partecipanti e il testo non concordano sul numero di volontari iniziali (56 contro 59). L'articolo non dice se chi valutava conoscesse il gruppo dei partecipanti, e la UPDRS si basa in parte sul giudizio dell'esaminatore e sul racconto del paziente. Non è indicato in quale fase dell'effetto del farmaco siano state fatte le misure, anche se ai partecipanti veniva dato un diario per annotarla.

Il confronto, poi, non isola il tiro: il gruppo dell'arco aveva due ore di attività guidata alla settimana, in compagnia, con riscaldamento ed elastici da usare a casa, mentre il controllo riceveva un opuscolo. Una parte del miglioramento può venire dall'attività e dal contatto sociale in sé, e un controllo attivo, cioè un'altra attività di gruppo della stessa durata, direbbe di più. Molte misure sono state confrontate senza correzione per i confronti multipli, e alcuni effetti, come quello sulla gamba sinistra, sono difficili da collegare a un tiro fatto da seduti. Non c'è un controllo a distanza di tempo dalla fine del corso.

Cosa vuol dire per chi tira

Questo studio parla del tiro con l'arco come attività di riabilitazione per persone con malattia di Parkinson lieve o moderata, non della prestazione degli arcieri. Mostra che un corso di arco tradizionale da seduti, con istruttori esperti e un fisioterapista presente, si può svolgere in sicurezza con questi pazienti, e che dopo tre mesi chi lo aveva seguito stava meglio di chi aveva ricevuto solo un opuscolo in diverse misure di destrezza, mobilità e sintomi.

Per un istruttore o una società che pensa a corsi per queste persone, il lavoro descrive un'organizzazione concreta: tiro da seduti, gruppi piccoli, un istruttore ogni tre o quattro allievi, riscaldamento con elastici. Non dice che il tiro funzioni meglio di altre attività di gruppo, né quanto durino i benefici. Ogni scelta sulla terapia resta al neurologo e al fisioterapista che seguono la persona.

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Campagna, M. (2026). Scheda studio: The Rehabilitative Effect of Archery Exercise Intervention in Patients with Parkinson’s Disease. In Registro delle evidenze. matteocampagna.com. Consultato il 16 ottobre 2026, da https://matteocampagna.com/evidence/chen-2023-rehabilitative-intervention

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