Scheda studio

Battito e tremore degli arcieri dai video: An 2025

Contactless Estimation of Heart Rate and Arm Tremor from Real Competition Footage of Elite Archers

Byeong Seon An, Song Hee Park, Ji Yeon Moon, Eui Chul Lee2025

Citazione

An, B. S., Park, S. H., Moon, J. Y., & Lee, E. C. (2025). Contactless Estimation of Heart Rate and Arm Tremor from Real Competition Footage of Elite Archers. Electronics, 14(18), 3650. https://doi.org/10.3390/electronics14183650

Cita lo studio
APA

An, B. S., Park, S. H., Moon, J. Y., & Lee, E. C. (2025). Contactless Estimation of Heart Rate and Arm Tremor from Real Competition Footage of Elite Archers. Electronics, 14(18), 3650. https://doi.org/10.3390/electronics14183650

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Scheda tecnica

Disegno
Studio trasversale
Popolazione
Arcieri
Livello
Livelli diversi
Disciplina
Più discipline
Numero di soggetti
50
Tipo
Articolo in rivista
Lingua
Inglese
Revisione tra pari
Sì
Sede
Electronics

Cosa ha misurato e cosa ha trovato

L'idea è buona e vale la pena capirla prima dei difetti: misurare il battito e il tremore di arcieri d'élite senza toccarli, prendendo i dati dalle riprese televisive delle gare. Il battito si stima dal colore della pelle del viso, perché il sangue che passa assorbe la luce in modo diverso, e il movimento delle braccia si misura seguendo punti caratteristici sull'immagine dopo avere riconosciuto la figura e il suo scheletro con una rete neurale.

Il materiale sono nove video dei mondiali presi da YouTube, da cui dopo gli scarti restano cinquanta spezzoni di dieci secondi a venticinque fotogrammi al secondo. Ogni spezzone porta un punteggio, e i punteggi sono raggruppati in tre categorie: dieci, nove, otto o meno, con venti, venti e dieci spezzoni.

I risultati vanno tutti nella stessa direzione. Il battito stimato si lega al punteggio con un coefficiente di correlazione per ranghi di meno 0,618, che è molto, e nelle distribuzioni le frecce da dieci stanno intorno ai settanta e ottanta battiti al minuto mentre le altre si allargano fra novanta e centodieci. Il movimento del braccio destro, cioè quello della corda per un destrorso, si lega al punteggio a meno 0,393; il braccio dell'arco non si lega a niente, meno 0,136 con p uguale a 0,345. Nella regressione ordinale restano significativi battito e braccio destro, anche messi insieme, e le due misure sono quasi indipendenti fra loro, con correlazioni lineari fra 0,11 e 0,21.

Fin qui il quadro è coerente e interessante. Il problema è che quasi niente di tutto questo poggia su una misura verificata: la frequenza cardiaca non è mai confrontata con un cardiofrequenzimetro, nemmeno su una persona; il movimento è in pixel, cioè in un'unità che cambia con lo zoom della telecamera; l'unità di analisi è lo spezzone e non l'atleta, e quanti atleti ci siano non è scritto.

E c'è una frase, nella discussione e nelle conclusioni, che da sola dice quanto il dato sia stato maneggiato: ridurre di un'unità il tremore del braccio dominante, si legge, farebbe guadagnare più di sei punti. Il punteggio in questo studio ha tre categorie fra otto e dieci: sei punti non ci stanno dentro.

Come è stato misurato

Il percorso è dichiarato con un diagramma secondo le linee guida STROBE, cosa che va riconosciuta: si parte da nove video di YouTube, si scartano le scene di sfondo, le riprese sfocate o di bassa qualità, quelle in cui viso o corpo non si vedono e quelle con la telecamera in movimento, e restano cinquanta spezzoni validi.

Per il battito: la faccia è individuata e seguita con un modello di riconoscimento, i pixel di pelle sono isolati filtrando nello spazio di colore YCbCr, con le componenti di crominanza blu fra 133 e 177 e rossa fra 77 e 127, e dalle variazioni periodiche del colore si ricava il segnale pulsatile. Sono tenuti solo i valori con un punteggio di confidenza pari o superiore a 0,7. Per il movimento: riconoscimento dell'oggetto con YOLO versione 8, estrazione dello scheletro, definizione delle regioni di braccio destro e sinistro, selezione dei punti caratteristici più vicini a quelle regioni, e inseguimento delle coordinate con calcolo dello spostamento fra fotogrammi consecutivi. Sono considerati i micro-movimenti entro una soglia di cinque pixel. Di ogni spezzone si prende la media.

La statistica: normalità con Shapiro e Wilk, omogeneità delle varianze con Levene, e poi test t per campioni indipendenti o test di Mann e Whitney secondo le assunzioni, per confrontare il gruppo da dieci punti con tutti gli altri. Fattori di inflazione della varianza per la collinearità, tutti vicini a uno. Correlazioni di Pearson, che risultano basse fra battito e movimento, e di Spearman, usate per il legame con il punteggio. Regressione logistica ordinale con il punteggio come esito a tre categorie e battito e movimento come predittori continui. Tutto in Python con SciPy e statsmodels.

La numerosità è giustificata in due modi. Il primo è il precedente: altri hanno lavorato con trentadue punti e con undici. Il secondo è un'analisi di potenza condotta a posteriori usando il coefficiente della variabile di movimento ottenuto dal modello completo, che dà una potenza di 0,9486.

Il movimento del braccio, si legge, è misurato dall'inizio della fase di mira al rilascio della corda, mentre le medie sono calcolate su tutto lo spezzone di dieci secondi: se il momento del rilascio cada dentro o fuori la finestra di media non è chiarito.

Il metodo, spiegato: Che cosa misura, e che cosa non misura, un punteggio di gara, Come si misurano frequenza cardiaca e HRV negli arcieri

Limiti

Il difetto da cui partire è il più semplice da verificare. Nella discussione si legge che il coefficiente del battito, meno 0,1166, indica che un battito in meno corrisponde a circa 0,12 punti in più, e che il coefficiente del braccio destro, meno 6,1747, suggerisce che ridurre di un'unità il tremore farebbe guadagnare più di sei punti. In una regressione logistica ordinale il coefficiente è una variazione del logaritmo delle probabilità relative, non dei punti: meno 0,1166 per battito vuol dire che ogni battito in meno moltiplica per circa 1,12 le probabilità di finire in una categoria più alta. E l'esito ha tre categorie fra otto e dieci, cioè un'escursione di due punti: nessun predittore può spostarlo di sei. La frase non è un'imprecisione di linguaggio, è il modo in cui l'articolo traduce i propri numeri in consigli di allenamento, e passa dalla discussione alle conclusioni.

Il secondo è l'unità di analisi. Cinquanta spezzoni da nove video, e quanti arcieri diversi ci siano dentro non è scritto da nessuna parte. Se gli spezzoni vengono da pochi atleti, le osservazioni non sono indipendenti e una regressione che le tratta come cinquanta casi separati sovrastima la precisione; e soprattutto il legame fra battito e punteggio diventa in gran parte un confronto fra persone, non dentro la stessa persona. Gli arcieri che fanno dieci più spesso sono anche quelli più allenati e più tranquilli, quindi un battito più basso e un punteggio più alto possono essere due conseguenze dello stesso livello. Nessun modello a effetti misti, nessun raggruppamento per atleta.

Il terzo è il campionamento, e nasce dai criteri di scarto. Sono state escluse le riprese sfocate, quelle senza viso o corpo visibili e quelle con la telecamera in movimento: resta quello che il regista televisivo ha scelto di inquadrare da vicino e tenere fermo. Il primo piano sul viso di un arciere, in una diretta, arriva nei momenti di tensione e dopo i tiri che contano. Il dataset non è un campione di tiri, è una selezione fatta dalla televisione secondo criteri che hanno a che vedere sia con il punteggio sia con la tensione.

Il quarto è la misura del battito, che è la variabile principale e non è mai verificata. Il segnale pulsatile dal colore del viso richiede illuminazione stabile, volto fermo e poca compressione, e un video di diretta è compresso con sottocampionamento del colore, cioè proprio sulle variazioni cromatiche che il metodo legge. L'unico controllo è una soglia di confidenza a 0,7 di un modello non descritto. Non c'è un confronto con un elettrocardiogramma, con una fascia o con un pulsossimetro, nemmeno su un soggetto in condizioni controllate. E nelle parole chiave compare la variabilità della frequenza cardiaca, mentre nessun indice di variabilità è calcolato in nessun punto dell'articolo.

Il quinto è la misura del movimento, e qui il problema è l'unità. Gli spostamenti sono in pixel, con una soglia a cinque pixel, e il pixel non è un millimetro: quanto grande appaia un braccio dipende dallo zoom e dalla distanza della telecamera, che cambiano da inquadratura a inquadratura e da regia a regia. Senza una calibrazione, o almeno una normalizzazione sulla dimensione apparente del corpo, la variabile mescola il tremore con l'ottica. Per un confronto fra spezzoni diversi è una difficoltà grave, e nell'articolo non è nominata.

Il sesto riguarda l'interpretazione dell'asimmetria fra le braccia, che è il risultato più citabile e ha una lettura alternativa che l'articolo non considera. In un primo piano televisivo il braccio della corda e la mano stanno vicino al viso e si muovono in modo evidente al rilascio, mentre il braccio dell'arco è esteso, spesso ai margini dell'inquadratura e in parte coperto dall'arco: l'asimmetria del risultato può essere un'asimmetria di visibilità. E se il momento del rilascio cade dentro la finestra su cui si fa la media, il movimento del braccio destro non misura il tremore in mira ma il gesto del rilascio, che è un'altra cosa e che potrebbe legarsi al punteggio per ragioni diverse.

Il settimo è l'analisi di potenza. È calcolata a posteriori sull'effetto osservato, e una potenza calcolata così è una funzione del valore di p: quando il risultato è significativo, esce sempre alta. Non dice niente sull'adeguatezza di cinquanta osservazioni, e lo stesso vale per l'altro argomento usato, cioè che altri studi hanno usato trentadue o undici dati.

Restano due cose più piccole e una di contenuto. Gli stessi dati sono analizzati due volte, con tre categorie nella regressione e con il confronto fra dieci e non dieci nei test di gruppo, e i due risultati sono presentati insieme nel riassunto senza correzione. Delle condizioni di tiro non si sa niente: distanza, fase della gara, vento, indoor o outdoor, uomini o donne, nulla è riportato, benché un dieci a settanta metri con vento e un dieci al coperto non siano lo stesso evento. E le conclusioni, su cinquanta osservazioni senza nessun intervento, raccomandano respirazione, meditazione e biofeedback come cose che possono migliorare direttamente il risultato in gara.

Cosa vuol dire per chi tira

Quello che questo lavoro mostra davvero è un metodo, e il metodo è promettente: si può stimare il battito e il movimento di un arciere da una ripresa televisiva, senza attaccargli niente. Per chi allena, è la prospettiva di guardare un atleta in gara e ricavarne numeri, invece di aspettare il laboratorio. Vale la pena seguire questa strada, e vale la pena sapere che qui non è ancora arrivata.

Il numero che si porta via, con prudenza, è la differenza fra i gruppi: nelle frecce che valgono dieci il battito stimato sta intorno ai settanta e ottanta al minuto, nelle altre si allarga fra novanta e centodieci. È una differenza grande e nella direzione che tutti si aspettano. Ma attenzione a che cosa confronta: spezzoni diversi di arcieri probabilmente diversi, quindi può dire che l'arciere più calmo è anche quello che fa dieci, senza dire che abbassare il battito faccia fare dieci.

La seconda cosa interessante è che battito e movimento del braccio, in questi dati, sono quasi indipendenti, con correlazioni lineari fra 0,11 e 0,21, e restano legati al punteggio anche quando entrano insieme nel modello. Se il dato tiene, vuol dire che agitarsi e tremare non sono la stessa cosa e non si correggono con lo stesso lavoro.

Quello che non va preso da qui è qualunque quantità. Il movimento è in pixel, quindi dipende dallo zoom; il battito è stimato e mai verificato contro uno strumento; e il passaggio da coefficiente a punti che l'articolo propone, cioè sei punti di guadagno riducendo il tremore di un'unità, non ha senso su una scala che va da otto a dieci. Nessuno di questi numeri si può usare come riferimento.

E non va preso il consiglio pratico così come è scritto. Che respirazione, meditazione e biofeedback migliorino il punteggio è una conclusione che richiede un intervento, cioè un gruppo che li faccia e un gruppo che non li faccia, e qui nessuno ha fatto niente: sono cinquanta spezzoni di video osservati dopo.

Per un arciere il modo onesto di usare questo articolo è come promemoria su una cosa che già sa, cioè che si tira meglio col battito basso, e come segnalazione di una tecnologia da tenere d'occhio. Per chi volesse provarla sul serio, le tre cose che mancano qui sono la lista: verificare il battito stimato contro una fascia, convertire i pixel in millimetri con un riferimento in scena, e contare gli atleti invece degli spezzoni.

Nel registro

Le affermazioni in cui questo studio è un'evidenza, con la sua posizione e lo stato attuale.

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Campagna, M. (2026). Scheda studio: Contactless Estimation of Heart Rate and Arm Tremor from Real Competition Footage of Elite Archers. In Registro delle evidenze. matteocampagna.com. Consultato il 16 ottobre 2026, da https://matteocampagna.com/evidence/an-2025-contactless-estimation

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