Scheda studio
Ansia in gara negli arcieri: studio Abdoshahi 2021
Sex-based differences in cognitive anxiety and felt arousal of elite archers: a field study
Citazione
Abdoshahi, M., Kondric, M., & Huang, C.-J. (2021; fascicolo 2023). Sex-based differences in cognitive anxiety and felt arousal of elite archers: a field study. The Journal of General Psychology, 150(2), 252-266. https://doi.org/10.1080/00221309.2021.2008857
DOI: 10.1080/00221309.2021.2008857
Cita lo studio
Abdoshahi, M., Kondric, M., & Huang, C.-J. (2021; fascicolo 2023). Sex-based differences in cognitive anxiety and felt arousal of elite archers: a field study. The Journal of General Psychology, 150(2), 252-266. https://doi.org/10.1080/00221309.2021.2008857
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note = {Print issue 2023}
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Scheda tecnica
- Disegno
- Studio trasversale
- Popolazione
- Arcieri
- Livello
- Élite
- Disciplina
- Arco olimpico
- Numero di soggetti
- 57
- Tipo
- Articolo in rivista
- Lingua
- Inglese
- Revisione tra pari
- Sì
- Sede
- The Journal of General Psychology
Cosa ha misurato e cosa ha trovato
Ai Campionati asiatici di Teheran del 2011, 57 arcieri del ricurvo delle squadre nazionali, 28 uomini e 29 donne, si sono autovalutati su due cose cinque o dieci minuti prima di andare a tirare, in tre fasi della stessa gara: la qualifica, gli scontri individuali e la gara a squadre. Le due misure sono l'ansia cognitiva, cioè quanto si è preoccupati, e l'attivazione percepita, cioè quanto si sente il corpo carico.
L'ansia cognitiva cambia fra le fasi. Prima della qualifica la media è 3,67, prima degli scontri individuali 5,21 e prima della gara a squadre 5,05, con un effetto della fase di F(2,110) = 15,27, p < 0,001 ed eta quadro parziale 0,22. Le due fasi a eliminazione stanno quindi sopra la qualifica, ma non si distinguono fra loro: l'ipotesi degli autori, che gli scontri individuali fossero la fase più pesante anche rispetto alla gara a squadre, non si è vista.
L'attivazione percepita, invece, non si muove: F(2,110) = 0,13, nessuna differenza fra le tre fasi. Quello che sale avvicinandosi agli scontri è la preoccupazione, non la sensazione di essere attivati.
Fra uomini e donne la differenza c'è su entrambe le misure, come effetto principale: attivazione 7,61 contro 6,85, F(1,55) = 13,23, p < 0,001, eta quadro 0,19; ansia cognitiva 5,61 contro 3,64, F(1,55) = 26,63, p < 0,001, eta quadro 0,33. Non c'è invece interazione fra sesso e fase, né sull'ansia (F = 0,22) né sull'attivazione (F = 1,56): il distacco fra i due gruppi resta più o meno lo stesso in tutte e tre le fasi. Età, anni di pratica e numero di gare internazionali non differivano fra i due gruppi.
Nessun punteggio di tiro è stato raccolto: lo studio misura come gli arcieri si sentivano, non come hanno tirato.
Come è stato misurato
Al campionato del 2011 c'erano 99 uomini e 72 donne da 22 paesi. Lo studio ha scelto il ricurvo perché era la classe più numerosa, e dei 113 arcieri del ricurvo ne ha arruolati 57: i volontari che avrebbero gareggiato in tutte e tre le fasi. Erano tutti membri delle rispettive squadre nazionali, con vista normale e destrimani, e hanno firmato un consenso scritto. Il permesso di raccogliere i dati è stato ottenuto dagli organizzatori, con un esame delle questioni etiche; gli allenatori erano stati informati alla registrazione e hanno aiutato a reclutare.
Lo strumento è la Sport Grid-Revised, una griglia nove per nove in cui si segna un punto solo: l'asse orizzontale va da «non preoccupato» a «molto preoccupato» e misura l'ansia cognitiva, l'asse verticale va da «attivazione molto bassa» a «attivazione molto alta» e misura l'attivazione percepita. Gli autori, però, non hanno usato la griglia: l'hanno scomposta in due scale separate da nove punti, una per variabile. Le ragioni dichiarate sono due, il poco tempo disponibile in una gara di quel livello e il fatto che alcuni arcieri non avessero inglese abbastanza buono per capire come combinare due variabili in un punto solo della griglia.
Le due domande venivano poste cinque o dieci minuti prima che l'arciere partisse per la sua prova, in ciascuna delle tre fasi, da due rilevatori con buon inglese; dove serviva, era presente il traduttore della squadra.
L'analisi è un'analisi della varianza a disegno misto, 2 per 3, con il sesso fra i soggetti e la fase entro i soggetti, correzione di Greenhouse-Geisser quando la sfericità non teneva e confronti post hoc con test t corretti secondo Bonferroni. Sono riportati eta quadro parziale e d di Cohen come dimensioni dell'effetto. Il programma è SPSS 24.
Vale la pena sapere com'era fatta la gara, perché cambia la lettura. Nel ricurvo individuale di quel campionato gareggiavano 64 uomini e 49 donne, e tutti passavano agli scontri dopo le 72 frecce di qualifica: la qualifica serviva solo a comporre i tabelloni, non eliminava nessuno. Gli scontri individuali erano a set di tre frecce, con due punti al set vinto e il primo a sei punti che vince; quelli a squadre, con tre arcieri dello stesso sesso per squadra, a set di sei frecce, tre per squadra a turno. Alle gare a squadre hanno partecipato 15 squadre maschili e 11 femminili.
Il metodo, spiegato: Questionari psicologici
Limiti
Due numeri riportati come dimensioni dell'effetto non tornano con le medie e le deviazioni standard della tabella. Gli autori danno una d di Cohen di 1,64 per la differenza di attivazione fra donne e uomini e di 1,84 per quella di ansia cognitiva: sono effetti enormi. Ma la differenza di attivazione è di 0,74 punti su una scala da nove, con deviazioni standard fra 0,80 e 1,71, e quella di ansia è di 1,93 punti con deviazioni standard fra 1,42 e 2,49. Rifacendo il conto dalla tabella si ottiene circa 0,6 per l'attivazione e circa 1,0 per l'ansia, cioè la metà dei valori riportati (il ricalcolo è mio). Lo stesso errore si vede nei gradi di libertà dei confronti post hoc, dati come t(169): 169 sono le 171 osservazioni dei 57 arcieri nelle tre fasi meno due, cioè le tre misure di ciascun arciere sono state trattate come indipendenti. Con 57 persone i gradi di libertà di un confronto fra sessi sono 55, come negli effetti principali dell'analisi della varianza. La direzione delle differenze non cambia, e gli eta quadro parziali (0,19 e 0,33) vengono dal modello corretto; sono le d e i test t a essere gonfiati.
L'abstract si legge come se contenesse una contraddizione: dice che non ci sono differenze fra i sessi nell'ansia da gara quando si considerano le fasi, e subito dopo che le donne avevano più attivazione e più ansia degli uomini in tutte le fasi. Le due frasi parlano di cose diverse: la prima dell'interazione fra sesso e fase, che non c'è, la seconda dell'effetto principale del sesso, che c'è. La discussione ripete la stessa formulazione, e chi legge solo l'abstract rischia di prendere il risultato al rovescio.
Manca qualunque misura di prestazione. Non ci sono punteggi, non ci sono esiti degli scontri, quindi lo studio non dice niente su che effetto abbiano avuto l'ansia o l'attivazione su come questi arcieri hanno tirato. Le conclusioni pratiche, sul ridurre gli stereotipi di genere e sull'insegnare strategie di gestione dello stress, non poggiano su dati di questo studio.
Lo strumento è stato modificato. La validità e l'affidabilità della Sport Grid-Revised sono state stabilite per la griglia nove per nove usata come un punto unico; qui è stata scomposta in due scale separate a item singolo, e di quella versione non è riportata nessuna verifica. Le ragioni della scomposizione sono comprensibili, ma restano due item singoli autovalutati, in una lingua che una parte del campione non padroneggiava, con un traduttore della propria squadra accanto.
Gli autori dichiarano quattro limiti e vale la pena ripeterli: il disegno è trasversale e autovalutato, quindi non permette di inferire cause; non sono state misurate altre variabili che contano, come l'esperienza ai livelli alti e la fiducia in sé; non sono stati misurati né l'ansia di tratto né un valore di base fuori dai giorni di gara, quindi non si può escludere che la differenza fra i sessi sia una differenza di partenza; e i dati sono stati raccolti dieci anni prima della pubblicazione.
Restano il campione e il formato. I 57 arcieri sono volontari su 113, quindi autoselezionati, e tutti di squadre nazionali asiatiche a un solo campionato. La fase di qualifica di quella gara non eliminava nessuno, quindi il confronto è fra una fase senza taglio e due a eliminazione diretta: non dice niente delle gare in cui la qualifica taglia. La fase a squadre, poi, non differisce solo per pressione ma per compito, perché si tira in tre con una responsabilità condivisa. Infine, la lunga spiegazione della discussione in termini di stereotipi di genere, minaccia dello stereotipo e socializzazione non poggia su niente di misurato qui: nessuna di quelle variabili è stata rilevata. Un dettaglio: nei metodi l'età media è data come 26,12 ± 0,34 anni, mentre la tabella riporta 26,40 ± 3,90 per gli uomini e 27,10 ± 5,40 per le donne, e la soglia di significatività è scritta come «0,05%».
Cosa vuol dire per chi tira
Il risultato che serve a chi gareggia è la dissociazione fra le due misure. Avvicinandosi agli scontri diretti sale la preoccupazione, da 3,67 a oltre 5 su una scala da nove, mentre la sensazione di essere attivati resta identica, intorno a 7, in tutte e tre le fasi. Non è il corpo che cambia marcia passando dalla qualifica agli scontri: è la testa che comincia a girare sulle conseguenze. Chi prepara una routine per le fasi a eliminazione sta lavorando su un problema di pensieri, non di attivazione.
La seconda cosa utile è che le due fasi a eliminazione si equivalgono. Gli autori si aspettavano gli scontri individuali come la fase più pesante, perché chi perde esce, e invece l'ansia prima della gara a squadre era praticamente la stessa, 5,05 contro 5,21. L'idea che tirare in tre alleggerisca, perché la responsabilità è condivisa, in questi dati non si vede.
Sulla differenza fra uomini e donne conviene essere precisi, perché è facile riportarla male. In questo campione le donne riferiscono più preoccupazione e più attivazione degli uomini, e il distacco è lo stesso in tutte e tre le fasi: non è che le donne reagiscano peggio alla pressione crescente, è che partono da un livello riferito più alto e restano parallele. In più lo studio non ha misurato né l'ansia di tratto né un valore di base fuori gara, quindi non sa dire se sia una differenza di reazione alla gara o una differenza di partenza, e ricalcolando dalle sue tabelle l'ampiezza dell'effetto risulta circa la metà di quella dichiarata. Soprattutto: nessuno ha guardato i punteggi. Da questi dati non si può dire che chi riferisce più ansia tiri peggio.
Un ultimo dato di contesto per leggere la propria esperienza: parliamo di arcieri di squadra nazionale, con otto anni di pratica media, in un campionato continentale. Anche a quel livello l'ansia prima di uno scontro diretto sale in modo misurabile, e lo fa in entrambi i gruppi. Non è un segno di impreparazione: è la fase che cambia.
Nel registro
Le affermazioni in cui questo studio è un'evidenza, con la sua posizione e lo stato attuale.
- RiportatoL'ansia dell'arciere d'élite cresce passando dalle qualifiche agli scontri, e resta alta anche nella gara a squadre (a favore, contesto)
- RiportatoGli scontri diretti mettono più pressione della qualifica (a favore, contesto)
- RiportatoLe arciere riferiscono più ansia prima della gara degli arcieri (a favore, contesto)
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Cita questa scheda
Campagna, M. (2026). Scheda studio: Sex-based differences in cognitive anxiety and felt arousal of elite archers: a field study. In Registro delle evidenze. matteocampagna.com. Consultato il 16 ottobre 2026, da https://matteocampagna.com/evidence/abdoshahi-2021-sex-anxiety-arousal
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author = {Campagna, Matteo},
title = {Scheda studio: Sex-based differences in cognitive anxiety and felt arousal of elite archers: a field study},
year = {2026},
howpublished = {Registro delle evidenze, matteocampagna.com},
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note = {consultato il 2026-10-16}
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