Scheda studio

Tremore del braccio nel tiro con l'arco: Shinohara 2023

Effect of exercise devised to reduce arm tremor in the sighting phase of archery

Hiroshi Shinohara, Ryota Hosomi, Ryuji Sakamoto, Toshiya Urushihata, Shione Yamamoto, Chikashi Higa, et al.2023

Citazione

Shinohara, H., Hosomi, R., Sakamoto, R., Urushihata, T., Yamamoto, S., Higa, C., et al. (2023). Effect of exercise devised to reduce arm tremor in the sighting phase of archery. PLOS ONE, 18(5), e0285223. https://doi.org/10.1371/journal.pone.0285223

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APA

Shinohara, H., Hosomi, R., Sakamoto, R., Urushihata, T., Yamamoto, S., Higa, C., et al. (2023). Effect of exercise devised to reduce arm tremor in the sighting phase of archery. PLOS ONE, 18(5), e0285223. https://doi.org/10.1371/journal.pone.0285223

BibTeX
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Scheda tecnica

Disegno
Studio randomizzato
Popolazione
Non sportivi
Livello
Principianti
Disciplina
Non dichiarata
Numero di soggetti
20
Tipo
Articolo in rivista
Lingua
Inglese
Revisione tra pari
Sì
Sede
PLOS ONE

Cosa ha misurato e cosa ha trovato

Venti studenti universitari maschi senza nessuna esperienza di tiro sono stati divisi a sorteggio in due gruppi: uno ha fatto per quattro settimane un esercizio di side bridge con il tronco inclinato di 40 gradi, l'altro non ha fatto niente. La scelta dei 40 gradi viene dalla prima parte dello studio, in cui undici partecipanti hanno tenuto il side bridge a 25, 40, 55 e 70 gradi per quindici secondi: il tremore del braccio misurato all'altezza del gomito era 0,00022 ± 0,00018 a 25 gradi, 0,00048 ± 0,00047 a 40, 0,00215 ± 0,00182 a 55 e 0,00161 ± 0,00167 a 70, con 25 e 40 gradi indistinguibili fra loro e diversi dagli altri due. Quaranta gradi è quindi la massima inclinazione che non produce tremore.

Dopo quattro settimane, nel gruppo che si era allenato il tremore dell'arco in mira è scivolato da 8,68 ± 4,90 a 6,83 ± 4,84 (p = 0,047, d = 0,72) e la frequenza mediana dell'elettromiografia del deltoide medio è scesa da 76,27 ± 13,64 a 68,04 ± 9,92 hertz (p = 0,003, d = 1,30). Le altre tre misure non sono cambiate: trapezio superiore da 72,42 a 71,37 (p = 0,850), trapezio inferiore da 64,03 a 58,14 (p = 0,076), gran dentato da 51,83 a 53,78 (p = 0,439). Nel gruppo che non si era allenato nessuna misura si è mossa, tremore compreso, che è passato da 7,69 ± 5,24 a 8,19 ± 9,09 (p = 0,854).

Gli autori leggono la discesa della frequenza mediana come un aumento del peso delle fibre lente nel deltoide medio, e concludono che il tremore in mira si può ridurre con un side bridge tenuto all'inclinazione che non lo provoca.

Come è stato misurato

I partecipanti sono venti studenti maschi di 20,8 ± 0,3 anni, fra i 20 e i 23, tutti destrimani e tutti senza esperienza di tiro con l'arco. Sono stati esclusi chi aveva una storia di lussazione o di chirurgia della spalla, sintomi cervicali, lesioni documentate del complesso della spalla o abitudini di allenamento regolare; l'assegnazione ai due gruppi è avvenuta per sorteggio e all'inizio i due gruppi non differivano su età, statura, peso, indice di massa corporea, tremore e nessuna delle quattro frequenze mediane.

La prova di riferimento non è un tiro. Tutti usavano un arco da 9 chilogrammi, cioè venti libbre, con la spalla dell'arco abdotta a 90 gradi e la spalla che traziona flessa in orizzontale di 45 gradi; appena il pollice della mano che traziona toccava il mento si dava il segnale e la posizione di mira veniva tenuta per quindici secondi. Non ci sono frecce, bersaglio né punteggio.

Il tremore è stato misurato con accelerometri fissati con nastro all'impugnatura dell'arco e all'epicondilo laterale dell'omero, con campionamento a mille hertz. Dei quindici secondi registrati sono stati usati gli 8,192 secondi centrali, trasformati con una trasformata di Fourier rapida; il valore di tremore è la somma della potenza nella banda da 3 a 18 hertz, scelta perché copre le bande riportate in letteratura per diversi tipi di tremore posturale. L'elettromiografia di superficie, con elettrodi a venti millimetri di distanza, ha registrato deltoide medio, trapezio superiore, trapezio inferiore e gran dentato del lato dell'arco, e per ciascuno è stata calcolata la frequenza mediana.

L'allenamento consisteva in cinque serie da un minuto di side bridge a 40 gradi, con un minuto di riposo fra le serie, cinque giorni a settimana per quattro settimane: venti sedute in tutto, circa dieci minuti al giorno, sempre nello stesso laboratorio, con l'esecuzione confermata per posta elettronica. I confronti prima e dopo sono stati fatti con un test t per dati appaiati dentro ciascun gruppo, e le quattro inclinazioni confrontate con metodi non parametrici.

Il metodo, spiegato: Come si misura la mira negli studi sul tiro

Limiti

Il limite dichiarato dagli autori è anche il più importante: i partecipanti non erano arcieri, quindi non si sa se l'esercizio cambi qualcosa nel gesto di chi tira. A questo si aggiunge che non è mai stata tirata una freccia: la prova è una posizione di mira tenuta quindici secondi con un arco da venti libbre, senza bersaglio e senza punteggio, quindi del rapporto fra tremore e precisione lo studio non dice nulla.

L'analisi non confronta i due gruppi fra loro. I test sono fatti dentro ciascun gruppo, prima e dopo, e la conclusione si appoggia al fatto che una differenza è significativa in un gruppo e non nell'altro, che non è un test della differenza fra i gruppi. Con dieci persone per gruppo, poi, il tremore passa appena la soglia (p = 0,047) e il trapezio inferiore le resta appena fuori (p = 0,076): con numeri così piccoli l'una e l'altra cosa possono invertirsi facilmente.

Il gruppo di confronto non faceva niente, non un esercizio finto, e nessuno era in cieco. Gli autori stessi notano che l'esercizio usa quasi la stessa posizione della prova finale, quindi una parte del risultato può essere semplice abitudine a quella posizione. Chi partecipava, inoltre, era stato scelto anche per non avere abitudini di allenamento regolare, e in persone poco allenate quattro settimane di qualunque esercizio producono cambiamenti facili da ottenere.

L'interpretazione in termini di fibre lente è un'inferenza dalla frequenza mediana dell'elettromiografia, non una misura delle fibre, e gli autori lo riconoscono scrivendo che i cambiamenti fisiologici restano sconosciuti. Nelle conclusioni l'esercizio è proposto anche per i principianti e per chi soffre di yips, ma nessuno con quel problema è stato studiato, e la prevenzione degli infortuni, che compare nell'abstract, non è stata misurata.

Cosa vuol dire per chi tira

Lo studio non riguarda il tiro ma il tremore dell'arco in mira, e lo misura su principianti assoluti che tengono una posizione per quindici secondi. Dentro quel confine dice una cosa precisa: l'inclinazione del tronco nel side bridge decide se l'esercizio provochi tremore, e a 55 e 70 gradi il tremore compare mentre a 25 e 40 no. Allenandosi per quattro settimane all'inclinazione che non lo provoca, il tremore dell'arco in mira è diminuito, mentre in chi non si allenava è rimasto dov'era.

Per un arciere la parte interessante è l'idea di dosaggio che ci sta dietro: non il numero di serie, ma il fatto che il carico di un esercizio isometrico si possa scegliere guardando se il braccio trema o no. È un criterio degli autori, e in questo studio ha funzionato su chi non tira.

Quello che non si ricava è altrettanto chiaro. Non c'è un punteggio, quindi non si sa se un arco più fermo in mira porti frecce più vicine; non ci sono arcieri, quindi non si sa se in chi tira da anni resti margine su quel tremore; e il confronto fra i gruppi, per come lo studio lo imposta, non permette di dire quanto dell'effetto venga dall'esercizio e quanto dall'abitudine alla posizione. Gli autori nominano gli yips come possibile campo di applicazione futura: è un'ipotesi scritta nelle conclusioni, non un risultato dello studio.

Nel registro

Le affermazioni in cui questo studio è un'evidenza, con la sua posizione e lo stato attuale.

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Campagna, M. (2026). Scheda studio: Effect of exercise devised to reduce arm tremor in the sighting phase of archery. In Registro delle evidenze. matteocampagna.com. Consultato il 16 ottobre 2026, da https://matteocampagna.com/evidence/shinohara-2023-arm-tremor-exercise

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