Se cominci adesso, nei primi mesi non comprare niente di grosso: molte società prestano l'arco per tutto il corso di avviamento, e quell'arco basta finché allungo, tecnica e libbraggio non si sono assestati. Quando arriva il momento, il primo acquisto sensato per la maggior parte delle persone è un ricurvo smontabile: un riser che terrai a lungo, flettenti leggeri che cambierai, e una dozzina di frecce tagliate sul tuo allungo. Stabilizzazione completa, clicker e flettenti di fascia alta possono aspettare.
È una guida senza marche e senza negozi: le regole sulle divisioni e sulle categorie vengono dai regolamenti delle quattro federazioni, citati in fondo, e i numeri sui principianti dalle schede del registro.
Perché conviene aspettare qualche mese
Nei primi mesi cambiano tre cose che decidono quale arco comprare. La prima è l'allungo: finché l'ancoraggio non è stabile, il punto a cui arrivi in trazione si sposta, e con lui la lunghezza giusta della freccia. La seconda è il libbraggio, che nelle prime settimane sale, per cui i primi flettenti durano poco. La terza è il tipo di arco, e con lui il mondo in cui gareggiare: molti cominciano con il ricurvo del corso e poi scelgono l'arco nudo, il compound o un tradizionale, e la stessa attrezzatura entra in categorie diverse nella FITARCO e nella FIARC.
Tirare con l'arco della società toglie poco, anche se i dati riguardano arcieri esperti. In un piccolo studio otto arcieri a cui era stato dato un arco standard al posto del loro non hanno perso precisione in modo significativo, e un secondo studio, che confrontava arcieri con archi diversi, va nella stessa direzione: l'affermazione che dare a un arciere esperto un arco diverso dal suo non ne cambia la precisione è riportata, su pochi tiri. Nello stesso studio, però, l'arciere più debole mirava peggio con l'arco imposto più pesante, per cui l'arco della società va bene se il libbraggio è adatto a te. A chi comincia serve di più qualcuno che guardi il gesto, come racconto parlando dell'allenatore e degli errori comuni dei principianti.
Anche le prime gare non chiedono per forza un arco tuo. Nella FIARC chi ha il FIARC Pass verde, quello di chi non ha ancora completato il percorso con l'istruttore, gareggia nella Training Class: nelle gare di campionato regionale e nelle amichevoli, se la compagnia organizzatrice lo consente, tira accompagnato da un istruttore federale iscritto alla gara, anche con un'attrezzatura didattica fuori regolamento, e non entra in classifica. Di come si arriva alle prime gare nelle due federazioni parlo nella guida su come cominciare.
Quale tipo di arco
Le divisioni le definiscono i regolamenti, e conoscerle evita di comprare un arco che non entra nella gara che ti interessa. Ogni mondo ha le sue: la FITARCO segue le divisioni di World Archery, la FIARC ha otto categorie proprie e nelle gare internazionali IFAA si tira con gli stili della IFAA. Nel regolamento di World Archery per il tiro alla targa, il Libro 3, le divisioni sono tre.
-
Ricurvo
Un riser con impugnatura e due flettenti, e la corda tesa e rilasciata con le dita. Sono ammessi un mirino, gli stabilizzatori e un controllo dell'allungo come il clicker, purché nulla sia elettrico o elettronico, e il regolamento non fissa un libbraggio massimo. In Italia è stato a lungo l'arco olimpico, e nei regolamenti FITARCO recenti compare come arco ricurvo, a volte con «olimpico» fra parentesi.
-
Arco nudo
Lo stesso tipo di arco senza mirino, senza stabilizzatori e senza controllo dell'allungo, con la finestra libera da segni che possano aiutare a mirare; per mirare sono permessi il face walking e lo string walking. Pesi, smorzatori e altri accessori si possono montare, purché non aiutino a mirare e l'arco, con tutto quello che porta, passi dentro un anello di 12,2 centimetri di diametro.
-
Compound
La trazione è modificata da un sistema di carrucole o camme, si può tirare con uno sgancio meccanico e il mirino può avere lenti d'ingrandimento. Il libbraggio di picco non può superare le 60 libbre.
Nel tiro di campagna e nel 3D le divisioni crescono. Il Libro 4 di World Archery, nella stessa versione del 15 agosto 2026, aggiunge il tradizionale, con un riser di legno o in un laminato che comprende strati di legno, e il longbow, che armato deve essere lungo almeno 150 centimetri. In Italia il regolamento FITARCO in vigore dal 1° gennaio 2026 riconosce nelle gare di campagna anche il longbow e, in via sperimentale, l'arco istintivo (tradizionale), il cui riser deve essere in laminato o in un unico pezzo di legno: un riser di metallo, quindi, in quella divisione non entra.
Nella FIARC le categorie sono otto, più quella degli ospiti, fuori classifica, per chi monta sul suo arco un accessorio previsto dal regolamento ma vietato nella categoria di quell'arco. Per chi compra, la differenza che conta di più è il mirino: nel Regolamento Sportivo le categorie che lo ammettono sono tutte per il compound, per cui un ricurvo con il mirino, nella FIARC, non ha una categoria propria e gareggia fra gli ospiti, fuori classifica.
-
Arco storico e longbow
L'arco storico ha una foggia storica, originale o in riproduzione, oppure è fatto con materiali simili a quelli della sua epoca o soltanto naturali; in ogni caso non ha nessun componente sintetico a parte le colle, e le sue frecce sono di materiali naturali. Il longbow, armato, mostra un'unica curvatura dei flettenti e tira frecce con l'asta di legno e la penna naturale. In tutti e due si tira con entrambi gli occhi aperti e senza riferimenti di mira.
-
Arco ricurvo
Un ricurvo senza mirino e senza stabilizzatori, lungo al massimo 64 pollici, misurati ad arco disarmato lungo il dorso dei flettenti. Sono ammessi il rest e uno spessore laterale senza ammortizzazione regolabile; la cocca si tiene fra indice e medio, l'aggancio non cambia durante la gara e si tira con entrambi gli occhi aperti.
-
Arco nudo
Un ricurvo, qui senza il limite di 64 pollici, con il rest, il regolatore di pressione, la dragona e un solo stabilizzatore lungo al massimo 12 pollici, senza stabilizzazioni laterali né contrappesi; pesi e smorzatori sono ammessi entro limiti precisi di montaggio e di spessore. Aggancio e rilascio si possono spostare in verticale durante la gara, ed è permesso chiudere un occhio per mirare.
-
Compound
Le categorie sono quattro. Nel compound si tira con le dita e senza mirino; lo stile libero aggiunge un mirino da caccia con al massimo cinque punti fissi, senza lenti; lo stile libero illimitato ammette anche lo sgancio meccanico; nel freestyle sono ammessi, con lo sgancio, tutti i sistemi di mira e tutti gli accessori che non siano elettrici o elettronici.
Nelle gare internazionali IFAA si tira con gli stili della IFAA, e qui il ricurvo con il mirino trova posto: nel freestyle limited, ricurvo o compound, il mirino è ammesso e lo sgancio no, mentre nel freestyle unlimited sono ammessi qualunque arco, mirino e sgancio riconosciuti dalla IFAA. Gli stili senza mirino sono il barebow, ricurvo o compound, in cui gli stabilizzatori sono ammessi, e un chiarimento della IFAA del 1° giugno 2026 conferma che nel barebow ricurvo qualunque sistema di stabilizzazione è accettabile; il bowhunter, che concede un solo stabilizzatore dritto lungo al massimo 12 pollici e un solo punto d'ancoraggio, con l'indice a contatto della cocca; e tre stili tradizionali. Il longbow è un arco i cui flettenti, armati, mostrano un'unica curva continua; l'arco storico riprende modelli in uso prima del 1900, senza materiali moderni come il carbonio o la fibra di vetro; il ricurvo tradizionale ha il riser fatto soprattutto di legno e i flettenti con l'anima di legno, e si tira senza rest e con le penne naturali.
Il bowhunter ha poi due versioni con un mirino a quattro o cinque punti fissi, limited e unlimited, che si distinguono perché la seconda ammette lo sgancio. In tutti gli stili la freccia non può uscire dall'arco a più di 300 piedi al secondo, e la FIARC fissa lo stesso limite, con una tolleranza del 3% che porta a 309 il massimo ammesso alla misura.
Per cominciare, il ricurvo smontabile resta la scelta più versatile. È l'arco dei corsi ed è il più diffuso fra i giovani che gareggiano: agli europei giovanili lo tirava il 72,5% di 200 arcieri, e l'affermazione che fra i giovani agonisti il ricurvo è l'arco più diffuso e il compound resta una minoranza è riportata. Ed è versatile in tutti e due i mondi: con il mirino è il ricurvo di World Archery e il freestyle limited della IFAA; senza mirino, lo stesso riser può servire per l'arco nudo di World Archery, per il barebow della IFAA e per l'arco nudo della FIARC, se rispetta le regole di ciascuno. Per l'arco ricurvo della FIARC conta invece la lunghezza: un arco da 66 a 70 pollici, come quelli della figura qui sotto, supera il limite di 64. Se ti attirano il longbow o il ricurvo tradizionale, in tutti e due i mondi conta anche il materiale: il tradizionale di World Archery e l'arco istintivo della FITARCO vogliono un riser di legno o in laminato con strati di legno, il ricurvo tradizionale della IFAA un riser fatto soprattutto di legno, e un arco così conviene provarlo in società prima di comprarlo. Il compound si può scegliere anche subito, ma il suo allungo si regola sulle camme, e conviene farlo regolare da un istruttore.
Riser, flettenti e lunghezza dell'arco
Un ricurvo smontabile è fatto di tre pezzi: il riser, cioè la parte centrale con l'impugnatura, e due flettenti che si innestano alle sue estremità. Il vantaggio è che il riser si compra una volta e i flettenti si cambiano quando il libbraggio sale. Perché il cambio sia semplice, il riser deve avere l'attacco standard dei flettenti, detto ILF, che accetta flettenti di costruttori diversi. Un arco in un pezzo unico ha invece un libbraggio solo, e quando lo superi va cambiato tutto.
La lunghezza dell'arco si misura ad arco disarmato, da una tacca della corda all'altra seguendo i flettenti, e nasce dalla combinazione dei pezzi: nelle tabelle dei costruttori un riser da 25 pollici con flettenti corti, medi o lunghi dà un arco da 66, 68 o 70 pollici. La regola pratica è che più l'allungo è lungo, più l'arco deve essere lungo, perché un arco corto rispetto al proprio allungo diventa duro nell'ultimo tratto della trazione e chiude l'angolo della corda sulle dita. La combinazione esatta conviene sceglierla con l'istruttore, misurando l'allungo con l'arco in mano.
Resta il lato. Un arco per destri si tiene con la mano sinistra e si tende con la destra, e il lato conviene sceglierlo sull'occhio dominante più che sulla mano con cui scrivi: per chi comincia, tirare dal lato dell'occhio dominante è la soluzione più semplice, come spiego nell'articolo sull'occhio dominante. Il test dura trenta secondi. Del materiale del riser e dei flettenti, legno, alluminio o carbonio, ho scritto in un articolo a parte.
Il libbraggio dei primi flettenti
Il libbraggio è la forza che serve a portare la corda a pieno allungo, e per i primi flettenti conta più non esagerare che indovinare il numero. Il criterio è quello della guida su quale libbraggio scegliere: il libbraggio giusto è quello che governi con la stessa tecnica fino all'ultima freccia. Gli arcieri esperti misurati negli studi tirano molto sotto la loro forza massima, in due piccoli gruppi il 37 e il 44% in media, e l'affermazione che gli arcieri d'élite tirano con un libbraggio molto più basso della loro forza massima di trazione è riportata.
Nemmeno la sensazione di comodità segue la forza. In un corso universitario, dopo ventiquattro lezioni, chi aveva guadagnato più forza non era chi aveva alzato di più il libbraggio che sentiva comodo, e l'affermazione che quando l'arciere guadagna forza il libbraggio che sente comodo non cambia di conseguenza è riportata, da un solo studio. Per questo la salita di libbre si decide guardando il gesto, con l'istruttore, e non la forza che senti di avere.
Il numero scritto sui flettenti, poi, vale a un allungo di riferimento, di solito 28 pollici secondo lo standard dell'industria: chi apre meno tira meno di quel numero, chi apre di più tira di più. Nel registro l'affermazione che il libbraggio segnato sull'arco è diverso da quello che l'arciere tira al suo allungo è contestata, perché i due studi che l'hanno misurato danno risultati diversi a seconda di quanto l'allungo degli arcieri fosse lontano dal riferimento. In pratica i primi flettenti si scelgono leggeri, sapendo che dureranno qualche mese, e il libbraggio che tiri lo misuri con una bilancia per archi al tuo allungo; molte società ne hanno una.
Di libbraggi massimi i regolamenti ne fissano pochi. Nel tiro alla targa World Archery mette un tetto solo al compound, 60 libbre di picco. La FIARC lo mette ai più giovani: 25 libbre per i Cuccioli, fino all'anno in cui si compiono 13 anni, e 40 per gli Scout, fino all'anno dei 18, misurate all'allungo effettivo negli archi tradizionali e al picco nel compound; per gli adulti non c'è limite. Il regolamento della IFAA non fissa libbraggi massimi, nemmeno per i più giovani: il suo limite riguarda la velocità della freccia, 300 piedi al secondo.
Allungo e frecce
Le frecce dipendono da due numeri che nei primi mesi cambiano. La lunghezza si ricava dall'allungo: la freccia va da uno a due pollici oltre l'allungo, mai più corta, e il calcolatore di allungo e lunghezza della freccia ti dà una stima dall'apertura delle braccia, da confermare con l'istruttore, arco in mano. La rigidità dell'asta, lo spine, va accordata al libbraggio che tiri e alla lunghezza della freccia: la regola regge in tutti i modelli che l'hanno studiata, e l'affermazione che lo spine della freccia va accordato al libbraggio e alla lunghezza della freccia è riportata. La fisica che c'è dietro la racconto nell'articolo sul paradosso dell'arciere.
Ne viene una conseguenza pratica: se compri le frecce mentre il libbraggio sta ancora salendo, dopo qualche mese potrebbero non essere più accordate. Le prime frecce conviene quindi sceglierle robuste ed economiche, lasciando le aste di fascia alta a quando libbraggio e allungo saranno stabili.
Nelle categorie tradizionali la freccia fa parte delle regole. Nel longbow di World Archery sono ammesse solo frecce di legno con penne naturali; nella IFAA il longbow e l'arco storico vogliono frecce di legno con penne naturali, il ricurvo tradizionale penne naturali su aste di qualunque materiale; nella FIARC il longbow chiede l'asta di legno e la penna naturale, l'arco storico frecce di materiali naturali. La FIARC chiede inoltre che le frecce di un arciere siano tutte uguali, tranne nel freestyle, e che ognuna porti, vicino all'impennaggio, il numero di tessera dell'arciere, e negli stili IFAA che vogliono frecce uguali un chiarimento del 1° giugno 2026 esclude il cambio di serie fra una piazzola e l'altra, fra un round e l'altro e fra un giorno di gara e l'altro: le prime frecce da gara conviene quindi comprarle in numero sufficiente, con qualche ricambio identico.
Che cosa comprare per primo e che cosa aspettare
L'ordine che suggerisco segue una regola semplice: prima le cose personali che costano poco, poi i pezzi che restano, e per ultimi quelli che rifiniscono un gesto che deve già esserci.
| Che cosa | Quando | Perché |
|---|---|---|
| Patelletta e parabraccio | Subito, se la società non li presta | Sono personali, costano poco, e la patelletta va scelta sulla misura della mano |
| Riser smontabile con attacco standard | Quando allungo e ancoraggio sono stabili | Si compra una volta e regge tutti i cambi di flettenti |
| Flettenti leggeri, corda, rest e bottone | Insieme al riser | I flettenti si cambiano con il libbraggio; corda e rest si adattano all'arco |
| Frecce | Dopo riser e flettenti, sul tuo allungo | Lo spine dipende dal libbraggio e dalla lunghezza della freccia |
| Mirino semplice, faretra e dragona | Con il primo arco, se tiri il ricurvo con il mirino | Nel ricurvo di World Archery e nel freestyle IFAA il mirino arriva presto, e un modello semplice basta; nella FIARC il ricurvo si tira senza |
| Stabilizzazione completa, clicker, flettenti di fascia alta | Quando la tecnica regge | Rifiniscono il gesto, e il clicker chiede un allungo già costante |
Nuovo o usato, e quanto spendere
Prezzi non ne do: cambiano con il mercato e con il paese, la quota la decide la società, e il costo della tessera, quella della FITARCO o il FIARC Pass, che vale per l'anno in corso, lo trovi presso la società o sul sito della federazione. Nelle interviste a giovani arcieri il costo dell'attrezzatura emerge come ostacolo, e l'affermazione che per i giovani arcieri l'ostacolo più grosso è il costo dell'attrezzatura è riportata come indizio, non come misura; da un solo studio qualitativo è riportato anche che la spesa per l'attrezzatura cresce man mano che l'arciere sale di livello. È una ragione in più per comprare un pezzo alla volta.
L'usato va bene, soprattutto per il riser, se prima lo fai guardare da un istruttore: nei flettenti si controllano torsioni e scollamenti, nel riser crepe e filettature. Quanto conti la qualità dell'arco sul punteggio lo tratto nell'articolo un arco migliore fa punti in più?