Scheda studio
Arcieri olimpici e preparazione mentale: Robazza 1998
Mental Preparation Strategies of Olympic Archers During Competition: an exploratory investigation
Citazione
Robazza, C., & Bortoli, L. (1998). Mental Preparation Strategies of Olympic Archers During Competition: an exploratory investigation. High Ability Studies, 9(2), 219-235. https://doi.org/10.1080/1359813980090207
Cita lo studio
Robazza, C., & Bortoli, L. (1998). Mental Preparation Strategies of Olympic Archers During Competition: an exploratory investigation. High Ability Studies, 9(2), 219-235. https://doi.org/10.1080/1359813980090207
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Scheda tecnica
- Disegno
- Studio qualitativo
- Popolazione
- Arcieri
- Livello
- Élite
- Disciplina
- Arco olimpico
- Numero di soggetti
- 8
- Tipo
- Articolo in rivista
- Lingua
- Inglese
- Revisione tra pari
- Sì
- Sede
- High Ability Studies
Cosa ha misurato e cosa ha trovato
I due autori hanno intervistato tutti gli otto componenti della squadra olimpica italiana di tiro con l'arco per Atlanta 1996, quattro uomini e quattro donne, tra 18 e 36 anni (25,6 di media), con 10,3 anni di tiro e 6,4 di attività internazionale in media; tre avevano già partecipato a un'Olimpiade. Volevano sapere quali aspetti mentali ritenessero necessari per tirare bene e cosa facessero davvero in gara.
Dalle interviste sono emersi 44 temi. Sedici riguardano le condizioni mentali ritenute necessarie, raggruppate in cinque dimensioni: aspettative positive (la più citata, con la fiducia al primo posto), concentrazione, emozioni favorevoli, consapevolezza del corpo e preparazione tecnica. Gli altri 28 riguardano le strategie in gara, in quattro dimensioni: controllo dell'attivazione (emozioni, tensione muscolare, respiro, dialogo interno), immaginazione e dialogo con sé stessi, concentrazione sul compito e reazione all'errore.
Le strategie erano molto diverse da un arciere all'altro. Un arciere cercava la calma perché, se tirava con aggressività, le frecce andavano ovunque; un altro si caricava ingaggiando un duello con il bersaglio. Due non sentivano il bisogno di controllare il battito; uno evitava di immaginare il tiro perché lo rendeva insicuro. Uno aveva undici punti di controllo da ripassare durante il tiro. Davanti all'errore c'era chi tornava semplicemente all'esecuzione corretta, chi cancellava l'errore e ripartiva, chi lo analizzava per correggere il tiro successivo. Una cosa era comune: tutti e otto controllavano mentalmente posizioni e azioni durante il tiro, e in campo tutti erano molto costanti nei tempi e nella routine.
Come è stato misurato
Le interviste, di 60-90 minuti, si sono svolte di persona un mese prima delle Olimpiadi, durante i Campionati europei, e sono state registrate. Le ha condotte il primo autore, formato nella ricerca qualitativa e da cinque anni consulente di psicologia per arcieri, seguendo una traccia costruita su un precedente studio con olimpionici canadesi, su un'intervista all'arciere statunitense Darrell Pace e sulla propria esperienza. Dopo l'intervista ogni arciere è stato osservato in allenamento mentre spiegava passo per passo la propria procedura di tiro.
Le trascrizioni, 60 pagine fitte, sono state lette e riascoltate da entrambi gli autori, che in modo indipendente hanno estratto i temi grezzi e un profilo di ciascun arciere, arrivando poi a un accordo. I temi sono stati raggruppati in livelli sempre più generali (analisi induttiva gerarchica) e infine ricontrollati sulle trascrizioni originali. I numeri tra parentesi nelle tabelle indicano quanti arcieri hanno espresso ciascun tema.
Il metodo, spiegato: Interviste e studi qualitativi
Limiti
Sono otto persone che descrivono sé stesse, intervistate da uno psicologo dello sport nel quadro della consulenza psicologica per la preparazione olimpica: è possibile che abbiano detto anche ciò che pensavano ci si aspettasse da loro. Le risposte non sono collegate a nessun punteggio, e manca un confronto con arcieri meno forti: lo studio dice cosa fanno questi campioni, non se queste strategie li distinguano da chi vince meno. Molti temi sono stati espressi da un solo arciere.
Gli autori scrivono che gli arcieri avevano sviluppato le loro strategie senza una formazione specifica in psicologia dello sport, ma la squadra era seguita da una consulenza psicologica per Atlanta e l'intervistatore lavorava con arcieri da cinque anni: quanto delle procedure descritte fosse spontaneo non si può stabilire. È uno studio esplorativo, come dice il titolo.
Cosa vuol dire per chi tira
Per chi tira il dato principale è la varietà. Tra gli otto arcieri della squadra olimpica italiana del 1996 non c'era una ricetta mentale comune: c'era chi cercava la calma e chi la carica, chi immaginava il tiro e chi lo evitava, chi analizzava l'errore e chi lo cancellava. Copiare la routine mentale di un campione, quindi, non garantisce che funzioni per un altro.
Quello che avevano in comune era una routine di tiro precisa e ripetuta con tempi costanti, con un'attenzione rivolta ai punti del gesto (mano sull'arco, dita sulla corda, ancoraggio, spinta del braccio) più che al risultato. Lo studio non dimostra che sia questo a farli vincere, ma descrive come lavoravano mentalmente arcieri di livello olimpico nel momento in cui conta, ed è una delle poche fonti che lo fa con le loro parole.
Nel registro
Le affermazioni in cui questo studio è un'evidenza, con la sua posizione e lo stato attuale.
- RiportatoIl livello di attivazione ideale per tirare bene cambia da arciere ad arciere (contesto)
- RiportatoDopo una serie andata male, una delle risposte dell'arciere d'élite è cercare la soluzione da solo, senza passare dall'allenatore (contesto)
- RiportatoFra gli arcieri d'élite chi ha il tempo di rilascio più costante fa punteggi più alti (contesto)
- RiportatoGli arcieri con più fiducia in sé fanno punteggi più alti (contesto)
- ContestatoGli arcieri di alto livello nominano respirazione e visualizzazione fra le ultime delle loro strategie di tiro (a favore, contro, contesto)
- ContestatoLa visualizzazione migliora il punteggio (contesto)
Articoli che lo usano
- Visualizzare il tiro alza il punteggio? Che cosa hanno misurato gli studi
- L'allenatore nel tiro con l'arco: quanto conta e che cosa fa sulla linea di tiro
- Quanto bisogna essere carichi per tirare bene: fasce individuali, distanza e rilassamento
- Come respirare prima di aprire l'arco: che cosa hanno misurato gli studi
Filone di ricerca
Popolazione e disciplina
Stesso filone
- 1992Development of an Apparatus for Monitoring Degree of Mental Tension
- 1994Changes of Heart Rate, Somatic Anxiety, and Performance of Japanese Archers during Practices and Matches
- 1997Effects on Archery Performance of Manipulating Metamotivational State and Felt Arousal
- 1999Primary process in competitive archery performance: Effects of flotation REST
- 2001Coach-Athlete Interaction during Elite Archery Competitions: An Application of Methodological Frameworks Used in Ergonomics Research to Sport Psychology
- 2004DIFFERENTIAL DIGITAL PHOTOPLETHYSMOGRAPHIC ANALYSIS OF MICROCIRCULATORY RESPONSES INDUCED BY ARM POSITION CHANGE AND IMAGE LOADING IN KENDO MASTERS
Cita questa scheda
Campagna, M. (2026). Scheda studio: Mental Preparation Strategies of Olympic Archers During Competition: an exploratory investigation. In Registro delle evidenze. matteocampagna.com. Consultato il 16 ottobre 2026, da https://matteocampagna.com/evidence/robazza-1998-mental-preparation
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