Scheda studio

Triptofano, ansia e tiro con l'arco: Darvishi 2026

Relationship between dietary tryptophan intake, pre-competition cognitive anxiety and shooting accuracy in archers

Yalda Darvishi2026

Citazione

Darvishi, Y. (2026). Relationship between dietary tryptophan intake, pre-competition cognitive anxiety and shooting accuracy in archers. Journal of Sports Science and Nutrition, 7(2), 47-51. https://doi.org/10.33545/27077012.2026.v7.i2a.414

Cita lo studio
APA

Darvishi, Y. (2026). Relationship between dietary tryptophan intake, pre-competition cognitive anxiety and shooting accuracy in archers. Journal of Sports Science and Nutrition, 7(2), 47-51. https://doi.org/10.33545/27077012.2026.v7.i2a.414

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Scheda tecnica

Disegno
Studio trasversale
Popolazione
Arcieri
Livello
Livello di società
Disciplina
Arco olimpico
Numero di soggetti
45
Tipo
Articolo in rivista
Lingua
Inglese
Revisione tra pari
Non dichiarata
Sede
Journal of Sports Science and Nutrition

Cosa ha misurato e cosa ha trovato

Uno studio trasversale su 45 arcieri di ricurvo della provincia di Fars, in Iran (28 uomini e 17 donne, età media 24,1 anni), mette in relazione tre cose: quanto triptofano assumevano con la dieta, quanta ansia cognitiva riferivano un'ora prima di una gara di qualificazione regionale e quanti punti hanno fatto in quella gara, su 36 frecce a 70 metri. Il triptofano medio era di 347 mg al giorno, da un minimo di 128 a un massimo di 614.

Chi assumeva più triptofano riferiva meno ansia cognitiva (r = -0,47) e più fiducia in sé (r = 0,41), e faceva più punti (r = 0,53). L'ansia cognitiva era la variabile più legata al punteggio (r = -0,61). In una regressione a due blocchi il triptofano da solo spiegava il 28,1% della variabilità del punteggio, che saliva al 43,7% aggiungendo l'ansia cognitiva, mentre il peso del triptofano scendeva da 0,53 a 0,31. Divisi in tre gruppi per assunzione, gli arcieri sotto i 250 mg al giorno facevano in media 278,3 punti su 360, quelli tra 250 e 400 ne facevano 296,7 e quelli sopra i 400 ne facevano 318,4: 40,1 punti di distanza tra il gruppo più basso e il più alto. L'ansia somatica non cambiava tra i gruppi.

L'autrice legge questi dati come il segno di un percorso che passa per la serotonina, di cui il triptofano è il precursore, e propone che i nutrizionisti tengano conto dei cibi ricchi di triptofano; riconosce che il disegno non permette di stabilire una causa.

Come è stato misurato

I partecipanti erano tesserati della federazione provinciale, con almeno un ranking provinciale, quattro gare di qualificazione all'anno e in media 6,8 anni di pratica. Erano esclusi chi prendeva farmaci psichiatrici, chi aveva un disturbo d'ansia diagnosticato, vegetariani e vegani, e chi aveva un infortunio al braccio che limitasse la trazione. Il triptofano è stato stimato da un diario alimentare di sette giorni con pesata dei cibi, durante una normale settimana di allenamento, analizzato con il programma Nutritionist IV integrato dalle tabelle di composizione iraniane.

L'ansia è stata misurata con la versione persiana del CSAI-2R, compilata 60 minuti prima dell'orario di partenza; il punteggio era quello ufficiale della gara, registrato dai giudici, su un bersaglio da 122 cm. Le analisi sono correlazioni di Pearson, una regressione gerarchica (prima il triptofano, poi l'ansia cognitiva) e un'analisi della varianza tra i tre gruppi di assunzione. Il libbraggio, da 34 a 48 libbre, non era legato al punteggio (r = 0,11), e il volume di allenamento era in media di 14,3 ore alla settimana.

Il metodo, spiegato: Diari alimentari e richiami delle 24 ore, Questionari psicologici

Limiti

È uno studio trasversale con una sola gara per arciere: l'associazione tra dieta, ansia e punteggio non dice in che direzione vada l'effetto, e l'autrice stessa nota che possono essere le persone meno ansiose a mangiare in modo più vario. Chi tira meglio, inoltre, può semplicemente arrivare in gara più tranquillo. Il triptofano segue da vicino le proteine totali, e lo studio non separa l'uno dalle altre né considera il rapporto con gli altri aminoacidi, che secondo la stessa autrice decide quanto triptofano arriva al cervello. Il controllo per volume di allenamento, peso e sesso è citato nella discussione e nella conclusione ma non descritto nei metodi.

Diversi dettagli non tornano. Il testo assegna a ciascuna sottoscala del CSAI-2R un intervallo da 7 a 28, che non corrisponde alla versione rivista dello strumento, dove le sottoscale hanno cinque o sette voci. L'introduzione dice che a 70 metri tra un dieci e un nove ci sono circa 3 mm, mentre su un bersaglio da 122 cm ogni zona di punteggio è larga 6,1 cm. Una relazione così netta tra un solo nutriente e il punteggio sarebbe insolita e chiederebbe almeno una replica indipendente. L'articolo ha un'unica autrice, è uscito su una rivista che il registro segnala tra quelle con criteri editoriali dubbi ed è stato ricevuto e accettato in poco più di un mese.

Cosa vuol dire per chi tira

Per un arciere lo studio non è un motivo per cambiare dieta in vista di una gara. Mostra un'associazione, in un solo gruppo e in una sola giornata, tra quanto triptofano si mangia di solito, quanta preoccupazione si riferisce prima di tirare e il punteggio; non mostra che aumentare il triptofano abbassi l'ansia o alzi il punteggio, e i problemi elencati nei limiti invitano alla prudenza anche sulla grandezza dell'associazione.

Il dato più solido riguarda l'ansia: chi riferiva più ansia cognitiva prima della gara faceva meno punti, e questo è un tema di preparazione mentale prima che di alimentazione. La soglia di 400 mg al giorno che l'autrice avanza nella discussione resta un'ipotesi, da mettere alla prova con studi in cui il triptofano venga modificato in modo controllato e il punteggio misurato prima e dopo.

Nel registro

Le affermazioni in cui questo studio è un'evidenza, con la sua posizione e lo stato attuale.

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Campagna, M. (2026). Scheda studio: Relationship between dietary tryptophan intake, pre-competition cognitive anxiety and shooting accuracy in archers. In Registro delle evidenze. matteocampagna.com. Consultato il 16 ottobre 2026, da https://matteocampagna.com/evidence/darvishi-2026-tryptophan-anxiety

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