Scheda studio

Abilità mentali degli arcieri greci: Bebetsos 2015

Psychological skills of elite archery athletes

Evangelos Bebetsos2015

Citazione

Bebetsos, E. (2015). Psychological skills of elite archery athletes. Journal of Human Sport and Exercise, 10(2), 623-628. https://doi.org/10.14198/jhse.2015.102.09

Cita lo studio
APA

Bebetsos, E. (2015). Psychological skills of elite archery athletes. Journal of Human Sport and Exercise, 10(2), 623-628. https://doi.org/10.14198/jhse.2015.102.09

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Scheda tecnica

Disegno
Studio trasversale
Popolazione
Arcieri
Tipo
Articolo in rivista
Revisione tra pari
Non dichiarata
Sede
Journal of Human Sport and Exercise

Cosa ha misurato e cosa ha trovato

Settanta arcieri greci, 48 uomini e 22 donne fra i 12 e i 49 anni (media 25,0), hanno compilato un questionario sulle abilità psicologiche prima di gareggiare ai campionati nazionali greci del 2011. Il questionario, l'ACSI-28, misura sette fattori con quattro domande ciascuno, su una scala da 1 a 6.

Confrontando tre fasce d'età, due fattori differiscono: la libertà dalle preoccupazioni, dove il gruppo più giovane, dai 12 ai 16 anni, segna 4,4 e il più anziano, dai 25 in su, segna 3,7, e il rendere il meglio sotto pressione, dove il più giovane segna 3,1 e il più anziano 4,1. Confrontando tre fasce di esperienza di gara, differiscono tre fattori, sempre fra chi ha sei anni di gare o più e chi ne ha uno o due: la libertà dalle preoccupazioni (4,4 contro 3,7), la concentrazione (5,4 contro 4,7) e la fiducia (4,7 contro 3,9). Fra uomini e donne non emerge nessuna differenza su nessuno dei sette fattori, e l'autore lo mette in relazione col fatto che in Grecia gli arcieri dei due sessi si allenano negli stessi campi con gli stessi allenatori.

L'autore conclude che gli atleti più anziani controllano meglio le emozioni e si preoccupano meno. Nei numeri che riporta, però, la libertà dalle preoccupazioni cresce con l'esperienza e cala con l'età, e le due differenze hanno gli stessi valori a parti scambiate.

Come è stato misurato

Un questionario solo, compilato prima della gara, senza nessuna misura di prestazione: i punteggi di tiro non entrano nello studio. Lo strumento è la versione greca dell'ACSI-28, già usata in due studi greci precedenti che ne avevano confermato la struttura, con 28 domande su una scala da 1 (mai) a 6 (sempre) e sette fattori: affrontare le difficoltà, rendere sotto pressione, obiettivi e preparazione mentale, concentrazione, libertà dalle preoccupazioni, fiducia e disponibilità verso l'allenatore. Gli atleti indicavano anche sesso, età e anni di gare.

Il campione è diviso in tre fasce d'età (dai 12 ai 16 anni, 23 persone; dai 17 ai 24, 19; dai 25 in su, 28) e tre di esperienza (uno o due anni, 26 persone; da tre a cinque, 21; sei o più, 23). I confronti sono analisi univariate fattore per fattore, con il test di Scheffé per individuare quali gruppi differiscono. La coerenza interna delle scale va da 0,60 a 0,76, e l'autore la attribuisce al fatto che ogni fattore poggia su quattro sole domande.

Il metodo, spiegato: Questionari psicologici

Limiti

Lo studio non misura nessuna prestazione. Dice come settanta arcieri rispondono a un questionario e come le risposte cambiano con età ed esperienza, niente di più: un collegamento con il punteggio non esiste nei dati. Età ed esperienza, inoltre, non sono separate, e in un campione che va dai 12 ai 49 anni le due classificazioni finiscono per sovrapporsi.

La statistica è riportata in modo incompleto. I valori di F ci sono, i gradi di libertà sono stampati con un punto al posto della virgola, e di valori p non ce n'è nessuno. Per la fiducia i gradi di libertà stampati sono 2 e 109, che con settanta persone non tornano. Le scale hanno una coerenza interna modesta, fino a 0,60. Il fattore della libertà dalle preoccupazioni va in due direzioni opposte secondo che si guardi l'età o l'esperienza, con gli stessi due numeri, 4,4 e 3,7, in ordine invertito, e la discussione commenta solo una delle due letture; dal testo non è possibile capire in che verso sia stata contata quella scala.

Chiamare elite un campo di campionato nazionale, in un paese dove l'autore stesso scrive che il tiro con l'arco è poco praticato, e con atleti che hanno anche un solo anno di gare alle spalle, è generoso. L'autore chiude riconoscendo che lo strumento misura un'autovalutazione positiva e che chi risponde può volersi mostrare migliore di quello che è. Il lavoro, infine, è stato ricevuto nel 2012, accettato nel 2013 e pubblicato nel 2015, e descrive una gara del 2011.

Cosa vuol dire per chi tira

Per chi tira, lo studio non offre niente da fare e una cosa da sapere: fra arcieri che gareggiano, le risposte a un questionario sulle abilità psicologiche cambiano con l'esperienza più che con l'età, e non cambiano fra uomini e donne. Chi ha più anni di gare dichiara più concentrazione e più fiducia. Siccome nessun punteggio è stato raccolto, niente dice che quelle risposte misurino qualcosa che fa tirare meglio, e niente dice in che direzione vada il rapporto: chi è ancora in campo dopo sei anni di gare potrebbe essere chi ci si trovava a proprio agio dall'inizio.

C'è però un'informazione sullo strumento, utile a chi legge questa letteratura. L'ACSI-28 compare spesso negli studi sugli arcieri, e qui le sue sette scale, con quattro domande ciascuna, mostrano una coerenza interna modesta; l'autore stesso ricorda che misura abilità di adattamento più che abilità di prestazione. Un punteggio alto all'ACSI-28 non è un punteggio alto sul bersaglio.

Nel registro

Le affermazioni in cui questo studio è un'evidenza, con la sua posizione e lo stato attuale.

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Campagna, M. (2026). Scheda studio: Psychological skills of elite archery athletes. In Registro delle evidenze. matteocampagna.com. Consultato il 16 ottobre 2026, da https://matteocampagna.com/evidence/bebetsos-2015-psychological-skills

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