Scheda studio
Tronco ed equilibrio negli arcieri disabili: Arkin 2021
Trunk stabilization, body balance, body perception, and quality of life in professional physically disabled and able-bodied archers
Citazione
Arkin, I., & Budak, M. (2021). Trunk stabilization, body balance, body perception, and quality of life in professional physically disabled and able-bodied archers. Sport Sciences for Health, 17(4), 881-889. https://doi.org/10.1007/s11332-021-00744-9
DOI: 10.1007/s11332-021-00744-9
Cita lo studio
Arkin, I., & Budak, M. (2021). Trunk stabilization, body balance, body perception, and quality of life in professional physically disabled and able-bodied archers. Sport Sciences for Health, 17(4), 881-889. https://doi.org/10.1007/s11332-021-00744-9
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journal = {Sport Sciences for Health},
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number = {4},
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Scheda tecnica
- Disegno
- Studio trasversale
- Popolazione
- Arcieri
- Livello
- Livello nazionale
- Disciplina
- Non dichiarata
- Numero di soggetti
- 20
- Tipo
- Articolo in rivista
- Lingua
- Inglese
- Revisione tra pari
- Sì
- Sede
- Sport Sciences for Health
Cosa ha misurato e cosa ha trovato
Lo studio confronta 10 arcieri turchi con disabilità fisica e 10 normodotati, tutti con punteggi tra 550 e 720 su un round World Archery, su una serie di misure di spalla, tronco, equilibrio da seduti, percezione del corpo e qualità della vita. I normodotati arrivavano più lontano in tutti e quattro i test di raggiungimento da seduti: 39,30 contro 27,10 in avanti con un braccio, 42,00 contro 22,40 con due braccia, 20,70 contro 13,30 di lato a destra e 19,90 contro 13,60 a sinistra. Avevano anche più rotazione interna alla spalla destra (78,50 contro 52,00 gradi) e più adduzione orizzontale alla sinistra (124,00 contro 111,20), e punteggi più alti nell'SF-36 per la funzione fisica (95,00 contro 29,50) e per i limiti di ruolo dovuti alla salute fisica (95,00 contro 75,00).
Il gruppo con disabilità aveva invece la circonferenza del braccio più grande, 34,50 contro 30,65 cm a destra e 34,60 contro 30,50 a sinistra. Nella resistenza del tronco, nella forza manuale di spalla e gomito e nella scala di percezione del corpo (162,90 contro 155,20) non ci sono differenze significative. La forza, però, era 5 su 5 in tutti e venti, quindi il test non poteva distinguere nessuno. Nella tenuta statica in estensione del tronco i normodotati facevano in media 86,40 contro 57,92, una differenza ampia che con dieci persone per gruppo e una grande variabilità non risulta significativa (p = 0,149).
Come è stato misurato
I 20 arcieri, 10 donne e 10 uomini tra i 18 e i 55 anni, venivano dalla federazione turca per gli sport dei disabili e dalla federazione turca di tiro con l'arco; tutti tenevano l'arco con la sinistra e praticavano da almeno un anno. Per gli arcieri con disabilità il lavoro richiama le classi da seduti, legate a tetraplegia e paraplegia; erano esclusi, tra gli altri, i casi con lesione midollare a C5 o più in alto, spasticità degli arti superiori o dolore alla spalla negli ultimi sei mesi. Il tipo di disabilità di ciascuno e la divisione, olimpica o compound, non sono indicati.
Tutto è stato misurato una volta, durante la stagione: lunghezze e circonferenze di braccio e avambraccio con il metro, mobilità della spalla (lo strumento non è indicato), forza di otto muscoli di spalla e gomito con il test manuale da 0 a 5, resistenza del tronco contando le flessioni ed estensioni ripetute e cronometrando quanto si teneva la posizione. L'equilibrio è stato valutato da seduti con tre test di raggiungimento, in avanti con un braccio, in avanti con due e di lato, leggendo la distanza su un metro fissato al muro all'altezza della spalla; le unità non sono scritte in tabella, presumibilmente centimetri. Completano il quadro la Body Perception Scale (da 40 a 200 punti) e il questionario SF-36. I gruppi sono confrontati con il test t per campioni indipendenti.
Il metodo, spiegato: Come si misurano dolore e mobilità: scale e goniometri
Limiti
Con dieci persone per gruppo e un solo momento di misura, lo studio fotografa due gruppi che differiscono in molte cose oltre alla disabilità; non dice niente dell'effetto del tiro sul tronco o sull'equilibrio, anche se nella discussione gli autori lo leggono così. Loro stessi riconoscono che mancano un confronto prima e dopo e un gruppo di controllo.
Testo e tabelle non sempre coincidono. Nei risultati la circonferenza del braccio è data a favore dei normodotati, mentre tabella e riassunto la danno al gruppo con disabilità. Il testo indica come significativi la funzione fisica e i limiti di ruolo emotivi dell'SF-36, ma in tabella i limiti emotivi hanno p = 1,000 e quello significativo è il ruolo fisico. La discussione parla di una rotazione esterna significativamente maggiore nei disabili, che la tabella non mostra (p = 0,391 e 0,227). La differenza nel punteggio di gara, 629,50 contro 577,40, è data come non significativa con p = 0,551: con le deviazioni standard riportate un confronto tra i gruppi dà un valore molto più piccolo, quindi i due gruppi erano probabilmente diversi anche come livello di tiro. Le lunghezze di braccio e avambraccio sono identiche fino al decimale tra destra e sinistra in entrambi i gruppi, il che fa pensare a un errore di trascrizione.
I test di raggiungimento sono pensati per chi ha un deficit di controllo del tronco: che i normodotati arrivino più lontano era atteso, e non dice quale equilibrio serva al tiro. Il test manuale di forza ha dato il massimo a tutti, quindi non misura differenze tra arcieri allenati.
Cosa vuol dire per chi tira
Per chi tira lo studio cambia poco. Descrive arcieri che tirano da seduti, con punteggi medi di gara più bassi (577 contro 629), senza differenze significative rispetto ai normodotati nella resistenza del tronco, almeno nei test semplici usati qui, e nell'immagine del proprio corpo, mentre arrivano meno lontano nei raggiungimenti da seduti e hanno una qualità della vita fisica più bassa, cosa prevedibile in persone con paraplegia o tetraplegia. Le braccia più grosse nel gruppo con disabilità possono riflettere l'uso quotidiano degli arti superiori più che il tiro; gli autori fanno questo ragionamento per la mobilità della spalla, non per la circonferenza.
La minore rotazione interna della spalla destra, quella che traziona, negli arcieri con disabilità è un dato che gli autori ritrovano in un altro studio, ma qui non è collegata a dolore né al punteggio. L'idea che il tiro migliori la stabilità del tronco in chi ha una disabilità resta un'ipotesi degli autori: lo studio non ha seguito nessuno nel tempo. Per un tecnico che allena arcieri in carrozzina il lavoro è soprattutto una descrizione di partenza, con numeri da leggere con prudenza per le incoerenze tra testo e tabelle.
Nel registro
Le affermazioni in cui questo studio è un'evidenza, con la sua posizione e lo stato attuale.
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Popolazione e disciplina
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Cita questa scheda
Campagna, M. (2026). Scheda studio: Trunk stabilization, body balance, body perception, and quality of life in professional physically disabled and able-bodied archers. In Registro delle evidenze. matteocampagna.com. Consultato il 16 ottobre 2026, da https://matteocampagna.com/evidence/arkin-2021-trunk-stabilization
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