Scheda studio

Trazione dell'arco ed equilibrio: studio Kuch 2020

Effect of bow drawing technique on skilled archer postural stability: a case study

A. Kuch, J.-F. Debril, M. Domalain, R. Tisserand, T. Monnet2020

Citazione

Kuch, A., Debril, J. -F., Domalain, M., Tisserand, R., & Monnet, T. (2020). Effect of bow drawing technique on skilled archer postural stability: a case study. Computer Methods in Biomechanics and Biomedical Engineering, 23(sup1), S159-S161. https://doi.org/10.1080/10255842.2020.1813414

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APA

Kuch, A., Debril, J. -F., Domalain, M., Tisserand, R., & Monnet, T. (2020). Effect of bow drawing technique on skilled archer postural stability: a case study. Computer Methods in Biomechanics and Biomedical Engineering, 23(sup1), S159-S161. https://doi.org/10.1080/10255842.2020.1813414

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Scheda tecnica

Disegno
Caso singolo
Popolazione
Arcieri
Livello
Non dichiarato
Disciplina
Arco olimpico
Numero di soggetti
1
Tipo
Atti di convegno
Lingua
Inglese
Revisione tra pari
Sì
Sede
Computer Methods in Biomechanics and Biomedical Engineering

Cosa ha misurato e cosa ha trovato

Un solo arciere esperto di ricurvo ha tirato nove frecce a 12 metri con tre modi diversi di portare l'arco in trazione, tre frecce per modo: la trazione dall'alto, che è la sua abituale, quella dal basso e quella diretta. Due pedane di forza registravano lo spostamento del centro di pressione sotto i piedi nella fase prima dello sgancio e nel mezzo secondo successivo. Tutte le frecce sono finite al centro.

Dopo lo sgancio i tre modi non differivano in nessun indice. Prima dello sgancio quasi tutti gli indici erano simili, e solo due erano più bassi con la trazione dall'alto che con quella diretta: la posizione media del centro di pressione nella direzione avanti e indietro del corpo (61,7 mm contro 72,1) e l'oscillazione lungo la direzione di tiro misurata come scarto quadratico medio (0,6 mm contro 1,0), tutti e due con p = 0,09, sotto la soglia di 0,1 scelta dagli autori. L'area dell'ellisse che contiene il 95% del percorso era 10,5 mm² con la trazione dall'alto, 21,8 con quella diretta e 10,9 con quella dal basso, senza differenza significativa.

Più netto il tempo di reazione al clicker: 161 ms in media con la trazione dall'alto e 163 con quella dal basso, 304 ms con quella diretta, che era anche molto più variabile (deviazione standard 149 ms contro 34 e 22). Rispetto ai valori della stazione eretta tranquilla riportati in letteratura, prima dello sgancio il centro di pressione si muoveva poco ma in fretta, e gli autori lo leggono come un irrigidimento che facilita la mira.

Come è stato misurato

L'arciere teneva un piede su ciascuna di due pedane di forza a sei assi (Sensix), e un accelerometro ADXL354 fissato al riser segnava la caduta del clicker e lo sgancio; tutti i segnali erano registrati in sincronia a 1.000 Hz e quelli delle pedane filtrati a 6 Hz. Dal centro di pressione gli autori hanno ricavato gli indici classici dell'equilibrio: distanza media e scarto quadratico medio attorno alla posizione media, velocità media e massima, area dell'ellisse al 95%, separati nelle due direzioni. Per un arciere in piedi di fianco al bersaglio la direzione laterale del corpo coincide con la direzione di tiro.

La fase prima dello sgancio era il secondo che precede la caduta del clicker più il tempo di reazione, quella dopo i 500 ms successivi allo sgancio; il tempo di reazione è la distanza fra la caduta del clicker e lo sgancio. Il confronto fra i tre modi usa il test di Kruskal-Wallis con confronti a coppie di Mann-Whitney, con una soglia di significatività di 0,1 invece del solito 0,05, giustificata dal numero ridotto di frecce. Il bersaglio era a 12 metri per ragioni tecniche.

Il metodo, spiegato: Come si cronometrano le fasi del tiro, Come si misura la mira negli studi sul tiro, Il clicker strumentato è la misura dell'allungo

Limiti

È un abstract esteso di tre pagine su una persona sola e nove frecce, tre per condizione: ogni confronto mette di fronte tre valori a tre valori, con una soglia di significatività allargata a 0,1. Con quindici indici confrontati in due fasi, qualche differenza a p = 0,09 può venire anche dal caso. A 12 metri tutte le frecce sono andate al centro, quindi non c'è modo di collegare gli indici di equilibrio al punteggio, come riconoscono gli autori, e il numero di frecce non basta a valutare la costanza.

Le due tecniche nuove non erano quelle abituali dell'arciere, e una trazione mai allenata può essere meno stabile e più lenta solo perché è nuova: lo studio non separa l'effetto della tecnica da quello dell'abitudine. Del tiratore non sono indicati il livello preciso, oltre a «esperto», né il libbraggio.

Cosa vuol dire per chi tira

Lo studio non dice quale sia il modo giusto di portare l'arco in trazione. Dice che, in un arciere esperto, cambiare modo di trazione non ha stravolto l'equilibrio prima dello sgancio, e che la trazione diretta, che lui non usava, andava insieme a un tempo di reazione al clicker quasi doppio e molto più irregolare. La raccomandazione finale degli autori, la trazione dall'alto per questo arciere, coincide con la sua tecnica di sempre.

Per chi sta cambiando il modo in cui alza e tende l'arco, il segnale più visibile del cambio, in questo caso, è stato il tempo fra la caduta del clicker e lo sgancio, più che l'equilibrio. Se quel tempo si accorci con qualche settimana di allenamento, e se valga anche per altri arcieri, lo studio non lo misura.

Nel registro

Le affermazioni in cui questo studio è un'evidenza, con la sua posizione e lo stato attuale.

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Campagna, M. (2026). Scheda studio: Effect of bow drawing technique on skilled archer postural stability: a case study. In Registro delle evidenze. matteocampagna.com. Consultato il 16 ottobre 2026, da https://matteocampagna.com/evidence/kuch-2020-drawing-technique-stability

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