Scheda studio

Video e allenamento dei giovani arcieri: Arisman 2024

The Success of Archery Training in the New Normal Era

Arisman, Yusmawati, Firmansyah Dlis, Dede Dwiansyah Putra, Ardo Okilanda, Alonzo L Mortejo2024

Citazione

Arisman, Yusmawati, Dlis, F., Putra, D. D., Okilanda, A., & Mortejo, A. L. (2024). The Success of Archery Training in the New Normal Era. International Journal of Human Movement and Sports Sciences, 12(1), 113-119. https://doi.org/10.13189/saj.2024.120114

Cita lo studio
APA

Arisman, Yusmawati, Dlis, F., Putra, D. D., Okilanda, A., & Mortejo, A. L. (2024). The Success of Archery Training in the New Normal Era. International Journal of Human Movement and Sports Sciences, 12(1), 113-119. https://doi.org/10.13189/saj.2024.120114

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Scheda tecnica

Disegno
Studio controllato
Popolazione
Arcieri
Livello
Giovani
Disciplina
Non dichiarata
Numero di soggetti
60
Tipo
Articolo in rivista
Lingua
Inglese
Revisione tra pari
Non dichiarata
Sede
International Journal of Human Movement and Sports Sciences

Cosa ha misurato e cosa ha trovato

Sessanta arcieri sotto i diciotto anni sono stati divisi in due gruppi da trenta. Il primo ha alternato sedute in campo e sedute a distanza in cui si rivedevano i propri video con l'istruttore, il secondo ha continuato con l'allenamento consueto. Nella prova dei 40 metri il gruppo dei video è passato da 18,30 a 22,53 punti di media (deviazioni standard 2,63 e 2,85), con un guadagno medio di 4,23 punti e un t di -15,94 su 29 gradi di libertà, p inferiore a 0,001. Il gruppo di controllo è passato da 19,10 a 19,37, una differenza che il test non distingue dal caso (p = 0,133). Alla fine la distanza fra i due gruppi era di 3,17 punti, con un intervallo di confidenza al 95% fra 1,68 e 4,66.

Che cosa siano quei punti, però, l'articolo non lo dice. Non indica quante frecce comprenda la prova dei 40 metri né quale sia il punteggio massimo, quindi un guadagno di quattro punti resta un numero senza scala: non si sa se valga una freccia o un decimo di volée. C'è anche un'incongruenza sul disegno dello studio, che il testo chiama a un solo gruppo con prova iniziale e finale, mentre i risultati presentano due gruppi e un confronto fra campioni indipendenti.

Come è stato misurato

I partecipanti erano sessanta atleti di non più di diciassette anni che si preparavano a una competizione under 18, presi tutti insieme da un unico contesto e divisi in due gruppi da trenta. Il programma è andato da febbraio ad aprile 2022, con quattordici incontri di allenamento più le due sedute di prova, sette in campo e sette a distanza secondo il conteggio dell'abstract. A ogni incontro gli atleti riprendevano il proprio tiro da angoli diversi, l'istruttore analizzava i video e restituiva indicazioni, e la ripresa iniziale serviva da riferimento per i confronti successivi. Il gruppo di controllo seguiva l'allenamento definito convenzionale, di cui l'articolo non dice niente.

Le due prove, prima e dopo, sono state fatte a 40 metri con la stessa procedura, perché quella è la distanza delle eliminatorie nazionali che gli autori prendono come riferimento. L'analisi, condotta con SPSS 26, controlla la normalità dei dati con Shapiro-Wilk e Kolmogorov-Smirnov e l'omogeneità delle varianze con Levene, poi confronta prima e dopo dentro ogni gruppo con un t test per dati appaiati e i due punteggi finali con un t test per campioni indipendenti. Non sono indicati il criterio con cui i sessanta sono stati assegnati ai gruppi, il sesso e gli anni di pratica degli atleti, la disciplina e l'attrezzatura, il numero di frecce e il massimo della prova, chi segnasse i punteggi e in che condizioni di vento si sia tirato.

Limiti

Il punto più serio è che il confronto non isola i video. Da una parte c'erano quattordici incontri strutturati, con un istruttore che guardava le riprese e restituiva indicazioni una per una, dall'altra l'allenamento di sempre, che l'articolo non descrive: la differenza di punteggio può venire dalle ore in più, dall'attenzione in più o dalla struttura del programma quanto dal fatto di rivedersi in video. L'assegnazione ai gruppi non è spiegata e non si dichiara nessun sorteggio; i due gruppi partivano già diversi, con il controllo più alto di 0,8 punti; non si sa se chi segnava i punteggi sapesse a quale gruppo appartenesse l'atleta.

I numeri hanno qualche sbavatura di stampa: nella tabella del confronto finale il test di Levene compare come 114 e 737 invece di 0,114 e 0,737, e il t per varianze non uguali come 0,252 invece di 4,252. La discussione, poi, non torna sui dati: ripete affermazioni generali sull'allenamento misto e sui video senza collegarle ai risultati ottenuti, e usa parole molto larghe per un guadagno di quattro punti su una scala non dichiarata. Della tecnica non è misurato niente, nonostante il testo parli di tecnica migliorata: è cambiato solo il punteggio. Non c'è nessun controllo dopo i due mesi, quindi non si sa se la differenza resti. La rivista è segnalata fra quelle con criteri editoriali dubbi.

Cosa vuol dire per chi tira

Lo studio riguarda ragazzi sotto i diciotto anni in preparazione a una gara, non arcieri formati, e la sua misura è il punteggio a 40 metri. Quello che dice è che due mesi di lavoro in cui metà delle sedute si passava a rivedere le proprie riprese sono finiti con più punti di due mesi di allenamento consueto, mentre il gruppo che aveva continuato come sempre non è migliorato in modo distinguibile dal caso.

Di quanto, non si può riportare altrove: senza il numero di frecce e senza il massimo della prova, i 3,17 punti di differenza non si traducono in niente di confrontabile. E non si può nemmeno attribuire il risultato al video, perché i due gruppi non facevano la stessa quantità di allenamento con la sola aggiunta della telecamera. Per chi insegna resta un'osservazione di contesto, nata nel periodo in cui gli allenamenti si erano spostati a distanza: una programmazione che alterna campo e analisi delle riprese ha funzionato almeno quanto quella di prima, in un gruppo di giovani, su una sola stagione e senza nessun controllo successivo.

Nel registro

Le affermazioni in cui questo studio è un'evidenza, con la sua posizione e lo stato attuale.

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Campagna, M. (2026). Scheda studio: The Success of Archery Training in the New Normal Era. In Registro delle evidenze. matteocampagna.com. Consultato il 16 ottobre 2026, da https://matteocampagna.com/evidence/arisman-2024-success-normal

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