L'arco ricurvo olimpico ha tre parti senza le quali non sarebbe un arco: il riser, cioè il corpo centrale con l'impugnatura; i due flettenti, che si piegano quando si tende e accumulano l'energia; la corda, che quell'energia la passa alla freccia. Tutto il resto serve a far partire la freccia sempre allo stesso modo: rest e bottone le danno un appoggio, il punto d'incocco un posto fisso sulla corda, il clicker segnala che l'allungo è completo, il mirino dà un riferimento e gli stabilizzatori servono a tenere l'arco più fermo. Sull'arciere, infine, ci sono la patella, che protegge le dita, e il parabraccio, che protegge l'avambraccio.

Questi nomi si sentono in campo dal primo giorno, spesso a metà fra italiano e inglese, e qui li metto in fila nell'ordine in cui li incontra chi comincia. Le regole che cito vengono dal regolamento di World Archery del 15 agosto 2026, che la FITARCO riprende nel suo regolamento tecnico; i riferimenti sono in fondo.

FIG · 01 Le parti dell'arco ricurvo olimpico Arco armato visto di lato: il bersaglio è a sinistra, l'arciere a destra ← VERSO IL BERSAGLIO 1 2 3 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 NOME ITALIANO · INGLESE 1 Riser riser, o handle 2 Impugnatura grip 3 Flettenti limbs 4 Tacche della corda string nocks 5 Corda bowstring 6 Punto d'incocco nocking point 7 Kisser lip or nose mark 8 Rest arrow rest 9 Bottone pressure button, o plunger 10 Clicker draw check indicator 11 Mirino sight 12 Stabilizzatore lungo long rod 13 Aste laterali e V-bar side rods and V-bar 14 Freccia arrow Schema non in scala. Le aste laterali (13) stanno dietro l'arco e sono tratteggiate.
Fig. 01 Le parti principali di un arco ricurvo olimpico armato, viste di lato; la legenda dà il nome italiano e quello inglese. Il disegno è uno schema e le proporzioni sono indicative.

Il corpo dell'arco: riser, flettenti e corda

Il riser (in inglese riser o handle) è la parte rigida al centro, oggi di solito in lega di alluminio o in carbonio. A metà del riser c'è l'impugnatura (grip), dove spinge la mano dell'arco; sopra l'impugnatura c'è la finestra, la parte scavata accanto a cui passa la freccia, con i fori filettati per gli accessori. Il regolamento chiede che nel ricurvo la finestra non sia passante: la freccia passa di lato al riser, non attraverso.

I flettenti (limbs) sono i due bracci che si innestano sopra e sotto il riser e si piegano quando si tende la corda. L'arco si chiama ricurvo perché le loro punte sono piegate in avanti, verso il bersaglio, e ognuna finisce con una tacca in cui si infila l'anello della corda. Sul flettente è scritto il libbraggio, la forza da tenere a pieno allungo, ma quel numero vale a un allungo di riferimento scelto dal costruttore: chi tira più corto o più lungo tiene un po' meno o un po' di più. Nel registro l'affermazione che il libbraggio segnato sull'arco è diverso da quello che l'arciere tira al suo allungo è contestata: i due studi che l'hanno misurato sembrano dirsi il contrario, ma letti insieme suggeriscono che la differenza cresca quanto più l'allungo si allontana da quello di riferimento. Quanto libbraggio serve all'inizio lo spiego nella guida su quale libbraggio scegliere.

La corda (bowstring) è fatta di trefoli di fibra sintetica, con un anello a ogni estremità. Al centro ha un avvolgimento di protezione (serving) su cui appoggiano le dita, e lì si fissa il punto d'incocco (nocking point): uno o due piccoli fermi che indicano dove va la cocca della freccia. Il regolamento ammette sulla corda un solo riferimento in più, per le labbra o per il naso, il kisser. La distanza fra la corda e il punto più profondo dell'impugnatura si chiama brace height ed è una delle prime misure che un istruttore controlla.

Sull'altezza del punto d'incocco circola l'idea che vada regolata al millimetro. L'unico lavoro che ha calcolato quanto conti è il modello di un solo arco, e va nella direzione opposta: un millimetro cambia poco il volo, un centimetro si vede subito. Per questo nel registro l'affermazione che l'altezza del punto d'incocco va regolata al millimetro è contraddetta, con un limite serio: nessuno l'ha provata con arcieri che tirano. A chi comincia, del resto, interessa che il punto d'incocco non si sposti: se scivola lungo la corda va rifissato.

Dove appoggia la freccia: rest e bottone

Il rest (arrow rest) è il piccolo appoggio su cui sta la freccia mentre si tende l'arco, un braccetto sottile fissato al riser all'altezza della finestra.

Accanto al rest, di lato alla freccia, c'è il bottone (pressure button, che molti chiamano plunger): un piccolo cilindro con una punta che preme contro l'asta e una molla regolabile dentro. Quando la freccia parte e si flette, il bottone cede un poco e assorbe la spinta laterale, e regolandolo si accordano arco e frecce. Il regolamento di World Archery fissa una misura: nel ricurvo il punto di pressione non può stare più di 4 centimetri indietro, verso l'arciere, rispetto al punto di perno dell'impugnatura; nell'arco nudo il limite è di 2 centimetri.

Nel registro l'affermazione che non esiste un unico valore giusto di centershot e di durezza del bottone, ma un intervallo è trasferita: si regge su modelli dell'arco, in cui regolazioni diverse si compensano a vicenda, e nessuno l'ha ancora misurata sul gruppo di frecce. Il centershot, la posizione laterale della freccia rispetto al centro dell'arco, fa parte della messa a punto dell'arco, un lavoro che di solito arriva dopo i primi mesi.

Il clicker

Il clicker (nel regolamento, draw check indicator) è una lamina sottile fissata al riser, o a una piccola prolunga che sporge in avanti, sotto la quale passa la punta della freccia. Quando l'arciere completa la trazione la punta scivola oltre la lamina, che scatta contro il riser o la prolunga: è il segnale che l'allungo è arrivato al punto stabilito. Il regolamento ne ammette uno solo, purché non sia elettrico né elettronico; nell'arco nudo non è permesso.

Di solito il clicker arriva quando la trazione è già stabile, perché serve a rendere costante un allungo che c'è già. Si sente dire che senza clicker si perde allungo: l'unico studio che l'ha misurato, su nove arciere d'élite, non ha trovato differenze, e nel registro quell'affermazione è contraddetta, con i limiti di una sola sessione al chiuso e di arciere che usavano il clicker da anni. Il resto è nell'articolo sul clicker.

Il mirino

Il mirino (sight) si avvita sul riser sopra la finestra, sporge in avanti su una prolunga e porta un piccolo anello con un punto di mira, che l'arciere sovrappone al centro del bersaglio. Si regola in verticale per la distanza e in orizzontale per il vento. Nel ricurvo il regolamento ammette un solo mirino con un solo punto di mira, senza lenti d'ingrandimento, prismi o livelle, e la parte che si guarda non può superare i 2 centimetri lungo la linea di mira. Sul mirino si può montare una scala con le tacche delle distanze. L'arco nudo non ha né mirino né stabilizzatori.

Gli stabilizzatori

Gli stabilizzatori (stabilisers) sono aste avvitate al riser sotto l'impugnatura, con dei pesi in fondo. Il più visibile è lo stabilizzatore lungo (long rod), che punta verso il bersaglio; dietro, una staffa a V (V-bar) regge le due aste laterali (side rods), rivolte verso l'arciere e un po' in basso. Servono ad aumentare l'inerzia dell'arco, cioè la sua resistenza a spostarsi e a ruotare, con l'idea che così si muova meno in mira e reagisca in modo più uguale al rilascio. Il regolamento di World Archery li ammette purché non facciano da guida alla corda, non tocchino in modo costante il corpo dell'arciere mentre mira e non siano un pericolo o un intralcio per gli altri; il testo della FITARCO chiede che non tocchino nient'altro che l'arco.

Il registro tiene separate due domande. Che riducano il movimento laterale dell'arco mentre la freccia è ancora sulla corda è riportato: un solo esperimento, su un arciere di una squadra nazionale, ha trovato spostamenti più piccoli e soprattutto più costanti, tutti sotto il millimetro. Che migliorino la precisione del tiro è invece non studiato, perché l'unico confronto con e senza stabilizzatori, su sette arcieri, è troppo piccolo per escludere un effetto. Per chi comincia non sono il primo acquisto; ne parlo nell'articolo sugli stabilizzatori.

La freccia

Anche la freccia (arrow) ha le sue parti: l'asta (shaft); la punta (point); la cocca (nock), che si aggancia alla corda sul punto d'incocco; l'impennaggio (fletching), cioè le alette o le penne in coda. Nel tiro alla targa l'asta non può superare i 9,3 millimetri di diametro e la punta i 9,4. Per chi comincia conta soprattutto lo spine, la rigidità dell'asta, che va accordato al libbraggio e alla lunghezza della freccia: lo spiego nell'articolo sul paradosso dell'arciere.

Quello che indossa l'arciere: patella, parabraccio e il resto

Le protezioni stanno sull'arciere, non sull'arco. La più importante è la patella (finger tab), una linguetta di cuoio o di materiale sintetico che si infila sulle dita della mano della corda e le protegge dalla pressione e dallo sfregamento. Può avere una piastra che fa da riferimento nell'ancoraggio e un distanziatore fra indice e medio, che evita di stringere la cocca; non può invece aiutare a tendere o a rilasciare, né estendersi oltre il polso.

Tab. 01 Le protezioni e gli accessori più comuni, con il nome inglese
AccessorioIn ingleseA che cosa serve
PatellaFinger tabProtegge le dita della mano della corda e dà alla corda una superficie liscia da cui scivolare
ParabraccioArm guardProtegge l'avambraccio del braccio dell'arco se la corda lo sfiora
Paraseno o pettorinaChest guardTiene i vestiti lontani dalla corda e protegge il petto
DragonaBow sling, finger slingLega l'arco al polso o alle dita, così la mano resta aperta senza che l'arco cada
FaretraQuiverTiene le frecce, alla cintura, sul fianco, sulla schiena o a terra

Dopo la patella, all'inizio, il pezzo più utile è il parabraccio: una corda che colpisce l'avambraccio fa male e spinge a piegare il braccio dell'arco, che è l'ultima cosa che serve mentre si impara. La dragona va insieme a una mano dell'arco rilassata, che non stringe l'impugnatura, e ne parlo nell'articolo sulla mano dell'arco.

Che cosa serve per cominciare

Nei primi corsi serve poco di tutto questo. Spesso la società presta un arco da scuola, con un riser semplice, flettenti leggeri, una corda con il punto d'incocco, un rest e a volte un mirino essenziale, più patella e parabraccio. Bottone, clicker e stabilizzatori arrivano dopo, uno alla volta, quando la tecnica di base regge e l'istruttore vede che il pezzo nuovo risolve un problema preciso. Prima di comprare un arco proprio conviene quindi tirare qualche mese con quello della società: intanto l'allungo si assesta, il libbraggio sale, e si scopre che i primi errori da correggere sono quasi sempre di tecnica. Quanto conti l'attrezzo sul punteggio è la domanda di un articolo a parte, un arco migliore fa punti in più?.