Scheda studio
Traiettoria della mira e punteggio nel tiro: Lin 2005
Analysis of correlation between aiming adjustment trajectory and target
Citazione
Lin, K.-B., & Hwang, C.-K. (2005). Analysis of correlation between aiming adjustment trajectory and target. Journal of Mechanics in Medicine and Biology, 5(2), 253-259. https://doi.org/10.1142/s0219519405001412
DOI: 10.1142/s0219519405001412
Cita lo studio
Lin, K.-B., & Hwang, C.-K. (2005). Analysis of correlation between aiming adjustment trajectory and target. Journal of Mechanics in Medicine and Biology, 5(2), 253-259. https://doi.org/10.1142/s0219519405001412
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author = {Lin, Kuo-Bin and Hwang, Chi-Kuang},
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volume = {5},
number = {2},
pages = {253--259},
doi = {10.1142/s0219519405001412}
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Scheda tecnica
- Disegno
- Studio trasversale
- Popolazione
- Arcieri
- Livello
- Livello nazionale
- Disciplina
- Non dichiarata
- Numero di soggetti
- 12
- Tipo
- Articolo in rivista
- Lingua
- Inglese
- Revisione tra pari
- Sì
- Sede
- Journal of Mechanics in Medicine and Biology
Cosa ha misurato e cosa ha trovato
Dodici arcieri della squadra maschile del National College of Physical Education and Sports di Taiwan hanno tirato 12 frecce a 70 metri con un puntatore laser fissato al riser. Il punto luminoso, proiettato su un pannello a circa 4 metri, mostrava dove era puntato l'arco nell'ultimo secondo e mezzo prima del rilascio; una seconda telecamera registrava dove arrivava ogni freccia. Per ogni arciere e per ogni decimo di secondo gli autori hanno calcolato la correlazione tra lo spostamento del punto laser e quello della freccia sul bersaglio, separando la direzione orizzontale da quella verticale.
In 10 arcieri su 12 l'arco oscillava più in orizzontale che in verticale; le eccezioni erano gli arcieri 3 e 8, e il rapporto tra le due oscillazioni andava da 0,30 a 6,56. La relazione tra mira e impatto cambiava molto da un arciere all'altro. In orizzontale, per gli arcieri 2, 3 e 8 la correlazione era positiva per tutto il secondo e mezzo, cioè la freccia andava dalla parte verso cui puntava l'arco, mentre per gli arcieri 5, 9 e 11 era negativa per tutto il tempo, più marcata nel 9. In verticale, all'ultimo istante prima del rilascio, otto arcieri avevano una correlazione positiva e quattro (3, 7, 8 e 10) una correlazione leggermente negativa. In alcuni la correlazione cambiava molto proprio negli ultimi decimi di secondo, segno per gli autori di una mira instabile in quella fase.
Come è stato misurato
La telecamera che riprendeva il punto laser registrava 60 semiquadri al secondo: il secondo e mezzo prima del rilascio corrisponde a 90 punti, raggruppati in 15 unità da un decimo di secondo ciascuna. Il rilascio è definito come l'ultimo punto visibile, perché la vibrazione del riser fa sparire la luce dall'immagine. Il punto di mira di ciascun arciere è la media degli ultimi 30 punti (mezzo secondo) delle 12 frecce. Le coordinate, estratte con il sistema di analisi del movimento APAS, sono corrette per l'angolo delle telecamere e poi espresse come scarto dal punto di mira e dal centro del bersaglio.
Prima della prova le frecce di ogni arciere sono state pesate e scelte con un test a 18 metri, tenendo quelle che raggruppavano meglio, e numerate. Ogni arciere aveva tre frecce per sistemare il pannello del laser nel proprio campo di mira, poi 12 frecce in quattro volée da tre, con 40 secondi al massimo per freccia; la posizione dei piedi era segnata a terra. Le correlazioni sono calcolate con Matlab, arciere per arciere, sulle 12 frecce.
Limiti
Ogni correlazione si basa su 12 frecce, troppo poche per un coefficiente stabile: con dodici coppie di valori serve una correlazione intorno a 0,58 perché sia significativa, e l'articolo non riporta né i valori né i test, solo i grafici. Anche le deviazioni standard dell'oscillazione sono date senza unità di misura. Il laser dice dove punta il riser, non come esce la freccia: tra la mira e l'impatto ci sono il rilascio, la reazione dell'arco e 70 metri di volo con il vento, di cui l'articolo non parla.
I conteggi non sono coerenti tra le parti dell'articolo. Il riassunto e le conclusioni parlano di quattro arcieri con correlazione orizzontale sempre positiva e tre sempre negativa, e di sei e due in verticale; il testo ne nomina tre e tre in orizzontale, e in verticale descrive solo l'ultimo istante, con otto positivi e quattro negativi. Leggere una correlazione negativa come un difetto tecnico da correggere è un'interpretazione degli autori: con dodici frecce un segno negativo può uscire anche per caso. Il tipo di arco non è dichiarato; la distanza di 70 metri fa pensare al ricurvo. Il punteggio non è analizzato.
Cosa vuol dire per chi tira
Lo studio è un primo esempio di uno strumento che oggi molti arcieri conoscono: un sensore sull'arco che traccia la mira prima del rilascio. Il risultato più solido è descrittivo. Nella maggior parte degli arcieri l'arco si muove più in orizzontale che in verticale, e il legame tra dove punta l'arco nell'ultimo secondo e dove arriva la freccia cambia molto da una persona all'altra.
Non dice che un arciere con una correlazione negativa abbia un problema da correggere, né quale parte dell'ultimo secondo e mezzo conti di più per il punteggio. Per chi usa strumenti di questo tipo resta un'indicazione di metodo: dodici frecce non bastano per trarre conclusioni sul singolo arciere.
Nel registro
Le affermazioni in cui questo studio è un'evidenza, con la sua posizione e lo stato attuale.
- RiportatoIn alcuni arcieri la freccia tende ad arrivare dalla parte opposta a quella verso cui si sposta la mira (a favore, contesto)
- RiportatoIn mira l'arco oscilla più in orizzontale che in verticale (a favore)
- RiportatoIn mira l'arco si muove sempre meno man mano che si avvicina il rilascio (contesto)
Articoli che lo usano
Cita questa scheda
Campagna, M. (2026). Scheda studio: Analysis of correlation between aiming adjustment trajectory and target. In Registro delle evidenze. matteocampagna.com. Consultato il 16 ottobre 2026, da https://matteocampagna.com/evidence/lin-2005-aiming-trajectory
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note = {consultato il 2026-10-16}
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