La zona di attivazione in cui l'arciere tira meglio cambia con la distanza e col formato di gara
3 studi · 4 arcieri misurati
La sintesi di oggi
Tutto quello che si sa viene da due studi con autori in comune e da quattro arcieri brasiliani. Nel 2007 un'arciera di 25 anni, seconda nel ranking nazionale, dichiara dopo ogni volée di gara attivazione e piacere su una scala da 1 a 9: la fascia di attivazione in cui ha più probabilità di tirare al meglio va da 5,0 a 7,7 a 18 metri, da 3,9 a 5,1 a 50 e da 4,1 a 4,6 a 60, e si stringe allontanandosi dal bersaglio fino ai 60 metri. Nel 2008 tre arcieri di vertice, di 24, 27 e 57 anni, seguiti da marzo a dicembre del 2006 con almeno quaranta rilievi per arciere a ogni distanza, mostrano lo stesso quadro: le zone che si accompagnano alle serie migliori sono diverse a 18, 30, 50, 70 e 90 metri e nell'Olympic Round a 70 metri, per l'attivazione come per il battito, alcune più larghe, altre spostate più in alto. Il formato è quello delle gare del 2006: all'aperto il round FITA su quattro distanze, da 90 a 30 metri, e a parte l'Olympic Round a eliminazione diretta a 70 metri, mentre oggi la qualifica all'aperto del ricurvo si tira di solito su una sola distanza. Sul piacere il quadro è più sottile: per uno dei tre la zona legata alle serie migliori era quasi la stessa a 30, 50, 70 e 90 metri, ma nell'Olympic Round e all'indoor era più ampia e più in alto, e l'articolo non dice se questo valga anche per gli altri due. Nell'arciera del 2007, poi, la frequenza cardiaca ottimale cade intorno ai 121 battiti a 18, 50 e 60 metri. I confronti fra distanze sono letti sui grafici, senza un test, le zone sono descritte sugli stessi dati da cui sono ricavate, e nessuno ha verificato che prevedano le gare successive, né che valgano per altri arcieri.
Formulata anche come: zona ottimale di attivazione e distanza; livello di carica diverso per ogni distanza; zona individuale di prestazione; attivazione ideale nell'Olympic Round; frequenza cardiaca ottimale per distanza
Nella pratica
Nella preparazione mentale si parla spesso di trovare la propria zona di attivazione ideale, di solito come un livello unico da ritrovare a ogni gara, che si tiri a 18 metri al chiuso o a 70 negli scontri diretti.
Evidenze
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2005
Contesto Revisione Pubblicata dopo
Capitolo di rassegna che riporta il caso di un'arciera con sei anni nella nazionale italiana, misurata quindici minuti prima di due turni di allenamento e cinque di gara a un campionato del mondo: le emozioni somigliavano a quelle ricordate per le prove andate male, il battito non seguiva lo schema considerato ottimale, e la prestazione è stata scarsa. È un caso singolo, citato di seconda mano, senza confronto fra distanze.
Psychological Aspects of Archery · Kathleen M. Haywood
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2007
A favore Arcieri Pubblicata dopo
1 arciera brasiliana di 25 anni, al terzo anno di tiro, seconda nel ranking nazionale, che dopo ogni volée di gara dichiara attivazione e piacere su una scala da 1 a 9; zone stimate con regressioni logistiche ordinali su 60 rilievi a 18 m, 96 a 30 e 50 m, 48 a 60 e 70 m. La fascia di attivazione in cui ha la massima probabilità di tirare al meglio cambia a ogni distanza: 5,0-7,7 a 18 m, 5,7-7,4 a 30, 3,9-5,1 a 50, 4,1-4,6 a 60, 5,0-6,6 a 70.
Linking affect and performance of an international level archer incorporating an idiosyncratic probabilistic method · Michael B. Johnson, William A. Edmonds, Luiz Carlos Moraes, Edson S. Medeiros Filho, Gershon Tenenbaum
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2007
Contesto Arcieri Pubblicata dopo
Nella stessa arciera la zona ottimale di attivazione si stringe allontanandosi dal bersaglio, da 2,7 punti di ampiezza a 18 m a 1,7 a 30, 1,2 a 50 e 0,5 a 60, per riallargarsi a 1,6 a 70; anche la fascia di piacere cambia da una distanza all'altra (4,0-4,9 a 18 m, 5,9-7,1 a 30). La frequenza cardiaca ottimale, invece, cade intorno ai 121 battiti a 18, 50 e 60 m, a 142 a 30 m e a 126 a 70: gli autori stessi notano che le zone, pur diverse, stanno a livelli simili.
Linking affect and performance of an international level archer incorporating an idiosyncratic probabilistic method · Michael B. Johnson, William A. Edmonds, Luiz Carlos Moraes, Edson S. Medeiros Filho, Gershon Tenenbaum
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2007
Contesto Arcieri Pubblicata dopo
I dati vengono da due gare, una indoor, che è l'unica a 18 m, e una all'aperto, quindi formato e distanza non si separano. Gli autori dichiarano di non aver provato a prevedere le gare successive, e l'arciera si allenava con due membri del gruppo di ricerca.
Linking affect and performance of an international level archer incorporating an idiosyncratic probabilistic method · Michael B. Johnson, William A. Edmonds, Luiz Carlos Moraes, Edson S. Medeiros Filho, Gershon Tenenbaum
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2008
A favore Arcieri Pubblicata dopo
3 arcieri brasiliani di vertice, di 24, 27 e 57 anni, seguiti da marzo a dicembre 2006 con almeno 40 rilievi per arciere per distanza, attivazione e piacere dichiarati su una scala da 1 a 9 dopo ogni serie e zone stimate con regressioni logistiche ordinali: le zone di attivazione legate alle serie migliori sono diverse a 18, 30, 50, 70 e 90 metri e nell'Olympic Round a 70 metri, alcune più larghe, altre più in alto, e in diverse distanze manca la fascia delle serie scadenti o medie. Il confronto fra distanze è visivo, sui grafici, senza un test statistico.
Affective and Physiological States during Archery Competitions: Adopting and Enhancing the Probabilistic Methodology of Individual Affect-Related Performance Zones (IAPZs) · Edson Soares Medeiros Filho, Luiz Carlos Moraes, Gershon Tenenbaum
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2008
A favore Arcieri Pubblicata dopo
Nello stesso studio anche la frequenza cardiaca che si accompagna alle serie migliori ha zone distinte per ciascuno dei tre arcieri e per ciascuna delle sei condizioni di tiro, misurata con un cardiofrequenzimetro che fa la media ogni 5 secondi e normalizzata sulla frequenza massima individuale ricavata da un test incrementale.
Affective and Physiological States during Archery Competitions: Adopting and Enhancing the Probabilistic Methodology of Individual Affect-Related Performance Zones (IAPZs) · Edson Soares Medeiros Filho, Luiz Carlos Moraes, Gershon Tenenbaum
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2008
Contesto Arcieri Pubblicata dopo
Sul formato di gara: nell'Olympic Round a 70 metri e nell'indoor a 18 metri la fascia di piacere compatibile con le serie migliori è più larga e collocata più in alto che a 30, 50, 70 e 90 metri nel round all'aperto. La frase segue nel paper (p. 448) la descrizione dell'arciere AA, e non è chiaro se valga anche per gli altri due. Anche questo è un confronto letto sui grafici.
Affective and Physiological States during Archery Competitions: Adopting and Enhancing the Probabilistic Methodology of Individual Affect-Related Performance Zones (IAPZs) · Edson Soares Medeiros Filho, Luiz Carlos Moraes, Gershon Tenenbaum
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2008
Contesto Arcieri Pubblicata dopo
Non vale per ogni dimensione e ogni arciere: per uno dei tre la zona di piacere legata alle serie migliori era quasi identica a 30, 50, 70 e 90 metri, con l'eccezione dell'Olympic Round e dell'indoor, mentre per gli altri due cambiava a ogni distanza.
Affective and Physiological States during Archery Competitions: Adopting and Enhancing the Probabilistic Methodology of Individual Affect-Related Performance Zones (IAPZs) · Edson Soares Medeiros Filho, Luiz Carlos Moraes, Gershon Tenenbaum
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2008
Contesto Arcieri Pubblicata dopo
Gli arcieri entrano ed escono dalla propria zona lungo tutta la stagione, e a volte dentro la stessa giornata di gara: nelle prime sei rilevazioni, che sono la prima giornata, uno dei tre passa per le zone scarse, medie e ottimali.
Affective and Physiological States during Archery Competitions: Adopting and Enhancing the Probabilistic Methodology of Individual Affect-Related Performance Zones (IAPZs) · Edson Soares Medeiros Filho, Luiz Carlos Moraes, Gershon Tenenbaum
Storia dello stato
- 2005 Non studiato Una rassegna sulla psicologia del tiro con l'arco riporta il caso di un'arciera con sei anni di nazionale: misurate quindici minuti prima dei turni di un campionato del mondo, le sue emozioni somigliavano a quelle che ricordava per le prove andate male, e in quella gara ha tirato male. È un'idea di zona personale, ma su una sola persona e senza nessun confronto fra distanze o formati: per questa domanda non c'è ancora niente.
- 2007 Riportato Il primo dato è un'arciera brasiliana di 25 anni, seconda nel ranking nazionale, che in gara dichiara dopo ogni volée la propria attivazione su una scala da 1 a 9. La fascia in cui ha più probabilità di tirare al meglio cambia a ogni distanza, da 5,0-7,7 a 18 metri a 3,9-5,1 a 50 e 4,1-4,6 a 60, e si stringe allontanandosi dal bersaglio fino ai 60 metri; la frequenza cardiaca ottimale invece resta intorno ai 121 battiti su tre distanze su cinque. Un'arciera sola, due gare e un confronto letto sulle tabelle: riportato.
- 2008 Riportato Un secondo studio, con autori in comune con il primo, segue tre arcieri brasiliani di vertice per una stagione intera, con almeno quaranta rilievi per arciere a ogni distanza. La zona di attivazione che si accompagna alle serie migliori cambia fra 18, 30, 50, 70 e 90 metri e nell'Olympic Round, vale anche per il battito, ed è diversa da un arciere all'altro; per uno dei tre la zona di piacere resta quasi la stessa sulle quattro distanze all'aperto e cambia solo nelle gare a eliminazione diretta e all'indoor, dove è più larga e più in alto. I tre sono uomini, quindi l'arciera del 2007 non è fra loro: due studi nella stessa direzione su quattro persone diverse, ma dallo stesso gruppo di ricerca e con confronti letti sui grafici, senza un test. Riportato, non corroborato.
Collegamenti
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Filoni di ricerca
Cita
Campagna, M. (2026). La zona di attivazione in cui l'arciere tira meglio cambia con la distanza e col formato di gara (Versione 3). In Registro delle evidenze. Consultato il 16 ottobre 2026, da https://matteocampagna.com/registro/mente/zona-attivazione-cambia-con-distanza
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year = {2026},
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