La zona di attivazione in cui l'arciere tira meglio cambia con la distanza e col formato di gara

3 studi · 4 arcieri misurati

A favoreContestoContro200520102015202020252008, a favore, n = 32008, contesto, n = 32007, a favore, n = 12007, contesto, n = 12005, contesto
Ogni cerchio è uno studio: la posizione dice l’anno, la riga se va a favore, contro o fa da contesto, la grandezza quanti partecipanti ha misurato. I cerchi chiari sono studi su altre popolazioni o senza arcieri.

Tutto quello che si sa viene da due studi con autori in comune e da quattro arcieri brasiliani. Nel 2007 un'arciera di 25 anni, seconda nel ranking nazionale, dichiara dopo ogni volée di gara attivazione e piacere su una scala da 1 a 9: la fascia di attivazione in cui ha più probabilità di tirare al meglio va da 5,0 a 7,7 a 18 metri, da 3,9 a 5,1 a 50 e da 4,1 a 4,6 a 60, e si stringe allontanandosi dal bersaglio fino ai 60 metri. Nel 2008 tre arcieri di vertice, di 24, 27 e 57 anni, seguiti da marzo a dicembre del 2006 con almeno quaranta rilievi per arciere a ogni distanza, mostrano lo stesso quadro: le zone che si accompagnano alle serie migliori sono diverse a 18, 30, 50, 70 e 90 metri e nell'Olympic Round a 70 metri, per l'attivazione come per il battito, alcune più larghe, altre spostate più in alto. Il formato è quello delle gare del 2006: all'aperto il round FITA su quattro distanze, da 90 a 30 metri, e a parte l'Olympic Round a eliminazione diretta a 70 metri, mentre oggi la qualifica all'aperto del ricurvo si tira di solito su una sola distanza. Sul piacere il quadro è più sottile: per uno dei tre la zona legata alle serie migliori era quasi la stessa a 30, 50, 70 e 90 metri, ma nell'Olympic Round e all'indoor era più ampia e più in alto, e l'articolo non dice se questo valga anche per gli altri due. Nell'arciera del 2007, poi, la frequenza cardiaca ottimale cade intorno ai 121 battiti a 18, 50 e 60 metri. I confronti fra distanze sono letti sui grafici, senza un test, le zone sono descritte sugli stessi dati da cui sono ricavate, e nessuno ha verificato che prevedano le gare successive, né che valgano per altri arcieri.

Formulata anche come: zona ottimale di attivazione e distanza; livello di carica diverso per ogni distanza; zona individuale di prestazione; attivazione ideale nell'Olympic Round; frequenza cardiaca ottimale per distanza

Nella pratica

Nella preparazione mentale si parla spesso di trovare la propria zona di attivazione ideale, di solito come un livello unico da ritrovare a ogni gara, che si tiri a 18 metri al chiuso o a 70 negli scontri diretti.

Evidenze

Storia dello stato

  1. 2005 Non studiato Una rassegna sulla psicologia del tiro con l'arco riporta il caso di un'arciera con sei anni di nazionale: misurate quindici minuti prima dei turni di un campionato del mondo, le sue emozioni somigliavano a quelle che ricordava per le prove andate male, e in quella gara ha tirato male. È un'idea di zona personale, ma su una sola persona e senza nessun confronto fra distanze o formati: per questa domanda non c'è ancora niente.
  2. 2007 Riportato Il primo dato è un'arciera brasiliana di 25 anni, seconda nel ranking nazionale, che in gara dichiara dopo ogni volée la propria attivazione su una scala da 1 a 9. La fascia in cui ha più probabilità di tirare al meglio cambia a ogni distanza, da 5,0-7,7 a 18 metri a 3,9-5,1 a 50 e 4,1-4,6 a 60, e si stringe allontanandosi dal bersaglio fino ai 60 metri; la frequenza cardiaca ottimale invece resta intorno ai 121 battiti su tre distanze su cinque. Un'arciera sola, due gare e un confronto letto sulle tabelle: riportato.
  3. 2008 Riportato Un secondo studio, con autori in comune con il primo, segue tre arcieri brasiliani di vertice per una stagione intera, con almeno quaranta rilievi per arciere a ogni distanza. La zona di attivazione che si accompagna alle serie migliori cambia fra 18, 30, 50, 70 e 90 metri e nell'Olympic Round, vale anche per il battito, ed è diversa da un arciere all'altro; per uno dei tre la zona di piacere resta quasi la stessa sulle quattro distanze all'aperto e cambia solo nelle gare a eliminazione diretta e all'indoor, dove è più larga e più in alto. I tre sono uomini, quindi l'arciera del 2007 non è fra loro: due studi nella stessa direzione su quattro persone diverse, ma dallo stesso gruppo di ricerca e con confronti letti sui grafici, senza un test. Riportato, non corroborato.

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Cita
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Campagna, M. (2026). La zona di attivazione in cui l'arciere tira meglio cambia con la distanza e col formato di gara (Versione 3). In Registro delle evidenze. Consultato il 16 ottobre 2026, da https://matteocampagna.com/registro/mente/zona-attivazione-cambia-con-distanza

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