Scheda studio

Infortuni nel tiro con l'arco: rassegna Redza 2022

Specifičnosti povreda u streličarstvu

Đorđe Redža2022

Citazione

Redža, Đ. (2022). Specifičnosti povreda u streličarstvu. Sports, Media and Business, 8(1), 85-96. https://doi.org/10.58984/smb2201085r

Cita lo studio
APA

Redža, Đ. (2022). Specifičnosti povreda u streličarstvu. Sports, Media and Business, 8(1), 85-96. https://doi.org/10.58984/smb2201085r

BibTeX
@article{redza2022injuries,
  author = {Redža, Đorđe},
  title = {Specifičnosti povreda u streličarstvu},
  year = {2022},
  journal = {Sports, Media and Business},
  volume = {8},
  number = {1},
  pages = {85--96},
  doi = {10.58984/smb2201085r}
}

Scheda tecnica

Disegno
Revisione narrativa
Popolazione
Arcieri
Livello
Non dichiarato
Disciplina
Più discipline
Tipo
Revisione
Lingua
Serbo
Revisione tra pari
Non dichiarata
Sede
Sports, Media and Business (rivista regionale)

Cosa ha misurato e cosa ha trovato

È una rassegna in serbo sugli infortuni nel tiro con l'arco, scritta da un docente della facoltà di sport di Belgrado e costruita su letteratura altrui più osservazioni di campo. Non porta dati nuovi: raccoglie numeri e spiegazioni di altri e li ordina per sede.

Il punto di partenza è il carico. In gara, dice l'autore citando un capitolo di medicina dello sport della federazione internazionale, un arciere tira in media 75 frecce al giorno, con libbraggi di 15-16 chili nelle donne e 18-20 negli uomini: fanno almeno 1.125-1.200 chili al giorno trainati dalle donne e 1.350-1.500 dagli uomini, tutti con tre dita di una sola mano, l'indice, il medio e l'anulare. In allenamento, aggiunge, quelle cifre sono due o tre volte più alte. Anche la mano dell'arco porta un carico: un olimpico pesa circa 2,5 chili al femminile e fino a 3 al maschile, per 200-350 chili sostenuti in una giornata di gara.

Sui numeri degli infortuni la rassegna tiene insieme due letture. Da una parte il tiro con l'arco risulta fra le discipline a rischio più basso misurato: 0,00536 infortuni acuti e da sovraccarico ogni 1.000 ore, e 0,00056 per i soli acuti nei competitivi, contro 0,027-0,079 dell'arrampicata indoor e 0,41 del surf. Dall'altra, fra chi tira il disturbo è diffuso: in uno studio su 156 arcieri indiani il dolore alla spalla era presente al momento del test nel 54,48 per cento dei casi, ne aveva sofferto almeno una volta l'82,69 per cento e per il 64,74 per cento era ricorrente; il 41,18 per cento lo riferiva alla spalla che traziona e il 45,88 per cento lo sentiva nel gesto di trazione, che nell'80 per cento dei casi passava nella pausa fra le frecce. Gli infortuni da sovraccarico stanno nella spalla nel 52,9 per cento dei casi, e in quella che traziona nel 64,7 per cento di questi; seguono le braccia con il 23,5 per cento, prevalentemente il braccio dell'arco (66,7 per cento). Nei dati raccolti al campionato europeo di Amsterdam del 2012 il sovraccarico riguardava solo spalle (88,9 per cento) e braccia (11,1). Schiena, mani e collo compaiono nel 5,9 per cento ciascuno e le dita nel 3,9. Il 67,9 per cento degli infortuni da sovraccarico interessava tendini, legamenti e articolazioni, e nella grande maggioranza erano leggeri: il 62 per cento in prima classe della scala usata, cioè senza bisogno di intervento medico, il 30 per cento in seconda. Alla schiena, secondo i dati del comitato medico della federazione internazionale, circa il 10 per cento degli arcieri attribuisce almeno uno dei propri problemi.

Le altre sedi che la rassegna percorre sono la schiena, con il richiamo al dato generale che l'80 per cento della popolazione occidentale avrà mal di schiena e che fra loro il 60-80 per cento sviluppa sintomi ricorrenti o cronici, e la pelle delle tre dita che tirano la corda, dove il callo nasce come ispessimento funzionale e sottile e può diventare spesso e dolente se la pressione continua.

Come è stato misurato

L'articolo è classificato dalla rivista come lavoro professionale, non come ricerca originale, e si presenta come una rassegna. Non dichiara nessuna strategia di ricerca: non dice su quali banche dati ha cercato, con quali parole, in che anni, né quali criteri ha usato per includere o escludere uno studio. La bibliografia conta una dozzina di voci, fra cui due capitoli di Littke sulla meccanica della spalla e della schiena dell'arciere, un capitolo di Ergen sui problemi della pelle, lo studio di Niestroj e colleghi del 2017 da cui vengono i tassi per 1.000 ore e i dati di Amsterdam, e quello di Grover e Sinha del 2017 da cui vengono le percentuali sui 156 arcieri indiani.

La struttura segue le sedi: spalla, infortuni da sovraccarico, schiena, pelle e dita. In ciascuna sezione l'autore alterna il richiamo alla letteratura a una descrizione anatomica e biomeccanica, e poi a considerazioni di campo esplicitamente dichiarate tali, raccolte guardando come stanno in piedi gli arcieri in gara. La parte anatomica descrive il complesso della spalla (scapola, articolazione scapolo-toracica, gleno-omerale, spazio acromio-omerale), i muscoli della cuffia dei rotatori e i rotatori della scapola, poi, seguendo Littke, scompone la trazione in fasi: la retrazione della scapola con il romboide, la rotazione della scapola a opera delle fibre medie e inferiori del trapezio che libera lo spazio sotto l'acromion, il sollevamento del braccio con il deltoide e la contrazione in blocco della cuffia, infine la rotazione esterna dell'omero a opera dell'infraspinato. Per la schiena il meccanismo descritto è la fascia toracolombare e la pressione intra-addominale come sostegno interno del tratto lombare. Per la pelle, l'ispessimento dello strato corneo sotto pressione e taglio ripetuti.

I tre fattori di prevenzione che l'autore indica, riprendendo Littke, sono la tecnica di tiro, con l'asse del gesto che poggia sulla muscolatura dorsale e non sull'articolazione della spalla, la scelta dell'attrezzatura (lunghezza della freccia, allungo, libbraggio, massa dell'arco) e un programma di condizionamento che unisca capacità cardiovascolare generale, rinforzo di spalla e dorso, esercizi specifici per la cuffia e la stabilizzazione della scapola, flessibilità e resistenza muscolare. Non c'è nessun dato raccolto per questo articolo: nessun campione, nessuna misura, nessuna statistica.

Il metodo, spiegato: Come si contano gli infortuni: questionari e registri

Limiti

È una rassegna narrativa senza metodo dichiarato, e va letta come tale: una mappa di quello che l'autore ha letto e visto, non una sintesi sistematica della letteratura. Non sappiamo quali studi sono rimasti fuori né perché, e i numeri citati non vengono pesati per qualità né messi a confronto fra loro.

I dati più precisi dell'articolo non sono suoi. Le percentuali sul dolore alla spalla vengono tutte da un unico studio su 156 arcieri indiani, quindi descrivono quel campione, in quel paese, in quel momento; i tassi per 1.000 ore vengono da un altro studio, e il confronto con arrampicata e surf è quello che faceva la fonte originale. Nel passare di mano qualcosa si consuma: la prevalenza puntuale appare come 54,4 e come 54,48 per cento in due punti dello stesso testo, e l'attribuzione dei risultati a volte si sdoppia, con l'autore citato per interposta fonte.

Anche il conto del carico, che è la parte più citabile dell'articolo, va preso per quello che è: una moltiplicazione fra un numero medio di frecce al giorno e un libbraggio tipico, non una misura. Assume che ogni arciere tiri il proprio libbraggio massimo a ogni freccia, non tiene conto della curva di forza dell'arco né della differenza fra trazione e mantenimento, e la stima dell'allenamento come due o tre volte la gara è dichiarata senza riferimento. Allo stesso modo, il dato che l'80 per cento della popolazione occidentale avrà mal di schiena riguarda la popolazione generale e non dice niente di specifico sugli arcieri, come l'autore stesso riconosce.

La parte biomeccanica e preventiva poggia su due capitoli di un autore divulgativo e su esperienza di campo, non su studi di intervento: nessuno dei tre fattori di prevenzione proposti è stato verificato qui, e l'autore lo scrive chiaramente, ammettendo che non esiste un dato che colleghi un infortunio a un arco un po' troppo forte o a una freccia un po' troppo lunga. La rivista è serba, a diffusione regionale, e il testo è in serbo con un riassunto in inglese; su Crossref il titolo registrato è in inglese e differisce da quello dell'articolo stampato.

Cosa vuol dire per chi tira

Quello che questa rassegna offre a chi tira è un ordine di grandezza e una mappa delle sedi, non una regola. L'ordine di grandezza è la somma del lavoro: in una giornata di gara il conto arriva a più di una tonnellata trainata con tre dita, e in allenamento la cifra si moltiplica. È un calcolo approssimato, ma spiega perché nel tiro con l'arco il problema tipico non sia il trauma bensì l'accumulo.

La mappa dice dove guardare. La spalla, e in particolare quella che traziona, raccoglie circa metà degli infortuni da sovraccarico; le braccia seguono, con prevalenza del braccio dell'arco; le dita e la pelle sono una sede minore ma quotidiana, dove un callo sottile è funzionale e uno spesso è un segnale di pressione mal distribuita. Accanto a questo, due numeri che convivono: il tiro con l'arco è una delle attività con il tasso di infortunio più basso fra quelle misurate, e intanto più della metà degli arcieri di un campione riferiva dolore alla spalla nel giorno del test. Un rischio basso di infortunio e un dolore diffuso non sono in contraddizione se quasi tutto quello che succede resta leggero e non viene registrato come infortunio.

Un dettaglio clinico merita di essere notato per come è descritto: nella maggior parte dei casi il dolore si sentiva solo nel gesto di trazione e si attenuava nella pausa fra le frecce. Questa scheda lo riporta come osservazione, non come criterio: la rassegna non è medica nel senso di una valutazione, e un dolore che si ripete alla spalla va visto da un medico o da un fisioterapista. Le indicazioni di prevenzione che l'autore raccoglie (tecnica appoggiata alla muscolatura dorsale, attrezzatura proporzionata all'arciere, condizionamento che comprenda cuffia e scapola) sono quelle della tradizione dell'allenamento, riportate da un manuale, non il risultato di una prova.

Nel registro

Le affermazioni in cui questo studio è un'evidenza, con la sua posizione e lo stato attuale.

Filone di ricerca

Cita, nel registro

Stesso filone

Cita questa scheda
APA

Campagna, M. (2026). Scheda studio: Specifičnosti povreda u streličarstvu. In Registro delle evidenze. matteocampagna.com. Consultato il 16 ottobre 2026, da https://matteocampagna.com/evidence/redza-2022-injuries

BibTeX
@misc{campagna2026_evidenceredza2022injuries,
  author = {Campagna, Matteo},
  title = {Scheda studio: Specifičnosti povreda u streličarstvu},
  year = {2026},
  howpublished = {Registro delle evidenze, matteocampagna.com},
  url = {https://matteocampagna.com/evidence/redza-2022-injuries},
  note = {consultato il 2026-10-16}
}