Tirare in realtà virtuale non sollecita l'arciere come tirare con un arco reale

1 studio

A favoreContestoContro202420262024, a favore, n = 222024, contesto, n = 22
Ogni cerchio è uno studio: la posizione dice l’anno, la riga se va a favore, contro o fa da contesto, la grandezza quanti partecipanti ha misurato. I cerchi chiari sono studi su altre popolazioni o senza arcieri.

Lo ha confrontato un solo studio, su ventidue studenti universitari che non avevano mai tirato prima di un corso di quattordici settimane e che, alla fine del corso, hanno tirato dieci frecce a diciotto metri con un arco e dieci in realtà virtuale, con un visore e un videogioco, in ordine bilanciato. Il corpo risponde in modo diverso: con l'arco il battito arriva a 109 al minuto contro 97 nel visore (d = 0,95), cioè il 32,5 per cento sopra il riposo contro il 17,5, e l'RMSSD, l'indice più legato al tono vagale, sale del 10,3 per cento sul riposo nel tiro reale e scende del 19,8 in quello virtuale. Anche la percezione cambia: il tiro reale è giudicato più difficile, 5,43 contro 4,00, e più faticoso, 4,86 contro 2,90. La testa, invece, sembra lavorare allo stesso modo: l'ansia dichiarata è identica, 4,76 in entrambe le prove, e la fiducia non cambia. Frequenza respiratoria, SDNN e potenze in bassa e alta frequenza non si distinguono, e il punteggio è perfino più alto nel visore, anche se non è detto che il videogioco conti i punti come un bersaglio. Due cose pesano sulla lettura. La prova con l'arco era l'esame finale del corso, con un minimo di punti da fare per avere i crediti, mentre quella nel visore non contava; e per chi tira da pochi mesi tendere un arco è ancora uno sforzo fisico importante, che un controller senza libbraggio non chiede. Non si sa quindi quanto della differenza sia carico muscolare, quanto sia l'esame e quanto il tiro virtuale in sé. E sono studenti alla fine di un corso, non arcieri che tirano da anni: il registro li conta come popolazione generale, come nelle altre schede che usano lo stesso studio, e su arcieri allenati il confronto non è stato fatto.

Formulata anche come: simulatore di tiro con l'arco; realtà virtuale e tiro con l'arco; allenarsi con il visore; tiro virtuale e battito cardiaco

Nella pratica

Si dice che i simulatori e il tiro in realtà virtuale servano a fare ripetizioni senza fatica, ma che non preparino alla sensazione di un arco teso e di una gara.

Evidenze

  • 2024
    A favore Popolazione generale Pubblicata dopo

    22 studenti universitari senza esperienza prima di un corso di tiro di 14 settimane (8 donne, 20-24 anni), dieci frecce a 18 metri con l'arco, come esame finale del corso, e dieci in realtà virtuale in ordine bilanciato: frequenza cardiaca 109,13 ± 14,50 contro 96,96 ± 14,56 battiti al minuto (p < 0,001, d = 0,95), aumento sul riposo del 32,5 contro il 17,5 per cento; RMSSD 38,15 ± 13,49 contro 30,94 ± 18,25 millisecondi (p = 0,04, d = 0,43), con una variazione sul riposo di +10,3 per cento nel tiro reale e -19,8 in quello virtuale (p = 0,02).

    Comparison of Heart Rate Variability Psychological Responses and Performance in Virtual and Real Archery · Nihal Dal, Serdar Tok, İlker Balıkçı, Said Enes Yılmaz, Erdal Binboğa

  • 2024
    A favore Popolazione generale Pubblicata dopo

    Nello stesso studio, le risposte soggettive: il tiro reale è giudicato più difficile (5,43 contro 4,00, p = 0,01) e più faticoso (4,86 contro 2,90, p < 0,01), mentre ansia (4,76 contro 4,76, p = 1,00) e fiducia (7,62 contro 7,90, p = 0,44) non cambiano.

    Comparison of Heart Rate Variability Psychological Responses and Performance in Virtual and Real Archery · Nihal Dal, Serdar Tok, İlker Balıkçı, Said Enes Yılmaz, Erdal Binboğa

  • 2024
    Contesto Popolazione generale Pubblicata dopo

    Quello che non cambia fra le due prove: frequenza respiratoria (21,64 contro 22,57 atti al minuto, p = 0,33), SDNN (54,02 contro 55,58 millisecondi, p = 0,60) e potenze in bassa e alta frequenza (p = 0,44 e 0,16). Il punteggio su dieci frecce è più alto in realtà virtuale, 86,9 contro 78,8.

    Comparison of Heart Rate Variability Psychological Responses and Performance in Virtual and Real Archery · Nihal Dal, Serdar Tok, İlker Balıkçı, Said Enes Yılmaz, Erdal Binboğa

Storia dello stato

  1. 2024 Trasferito Ventidue studenti alla fine di un corso di tiro di quattordici settimane provano le due cose in ordine bilanciato, e la differenza è netta. Con l'arco reale la frequenza cardiaca arriva a 109 battiti contro i 97 della realtà virtuale (p < 0,001, d = 0,95), un aumento sul riposo del 32,5 per cento contro il 17,5, e l'attività vagale va in direzioni opposte: nel tiro reale cresce del 10,3 per cento sul riposo, in quello virtuale cala del 19,8. Il tiro reale viene giudicato più difficile e più faticoso, mentre ansia e fiducia restano identiche. Un solo studio, su studenti alla fine di un corso e non su arcieri allenati, con un crossover in cui però la prova con l'arco valeva come esame finale e quella nel visore no: l'affermazione si regge su una popolazione diversa, quindi trasferito.

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Cita
APA

Campagna, M. (2026). Tirare in realtà virtuale non sollecita l'arciere come tirare con un arco reale (Versione 2). In Registro delle evidenze. Consultato il 16 ottobre 2026, da https://matteocampagna.com/registro/mente/tiro-realta-virtuale-attivazione

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