Scheda studio
Velocità delle frecce di archi storici: Bergman 1988
Experimental archery: projectile velocities and comparison of bow performances
Citazione
Bergman, C. A., McEwen, E., & Miller, R. (1988). Experimental archery: projectile velocities and comparison of bow performances. Antiquity, 62(237), 658-670. https://doi.org/10.1017/s0003598x00075050
DOI: 10.1017/s0003598x00075050
Cita lo studio
Bergman, C. A., McEwen, E., & Miller, R. (1988). Experimental archery: projectile velocities and comparison of bow performances. Antiquity, 62(237), 658-670. https://doi.org/10.1017/s0003598x00075050
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Scheda tecnica
- Disegno
- Prova di laboratorio
- Popolazione
- Prove sull'attrezzatura, senza arcieri
- Oggetto della prova
- Attrezzatura, senza partecipanti
- Livello
- Non pertinente
- Disciplina
- Arco tradizionale
- Tipo
- Articolo in rivista
- Revisione tra pari
- Sì
- Sede
- Antiquity
Cosa ha misurato e cosa ha trovato
Nel 1985 tre studiosi di archeologia hanno portato sei archi, una balestra e un propulsore al poligono della Royal Ordnance di Enfield e hanno misurato con barriere ottiche la velocità iniziale di ogni tiro. Il quadro che ne esce è una scala di prestazioni che parte dal propulsore e arriva al composito asiatico.
Il dardo da 195 grammi lanciato con il propulsore partiva a 23 metri al secondo, e ogni arco della prova lo superava. L'arco corto Sioux in hickory, 24,9 kg di libbraggio e 53 cm di allungo, mandava una freccia da 30 grammi a 30 metri al secondo. L'arco africano a doppia curva, 24,0 kg, arrivava a 35 con una freccia di stile egizio da 40 grammi. Il longbow medievale in tasso, 36,2 kg e 81 cm di allungo, tirava una punta larga da 90 grammi a 43 metri al secondo e una freccia da campagna da 50 grammi a 53. L'arco Apache rinforzato con tendine, con soli 17,2 kg, mandava una freccia di canna da 28 grammi a 43 metri al secondo. Il composito egizio da 28,8 kg, con 101,6 cm di allungo, passava da 32 metri al secondo con una freccia da 90 grammi a 52 con una leggera da 25. Il composito tartaro di Crimea, 27,2 kg, tirava la freccia da campagna da 50 grammi a 51 e una da bersaglio da 25 grammi a 60. La balestra moderna da 40,8 kg, usata solo per fissare il limite superiore, mandava un dardo di alluminio da 13 grammi a 62 metri al secondo.
Il confronto che gli autori mettono in primo piano è questo: il composito da 27,2 kg lancia la stessa freccia da 50 grammi quasi alla stessa velocità del longbow in tasso da 36,2 kg, 51 metri al secondo contro 53, e la porta oltre 90 metri più lontano. Le frecce leggere partono sempre più veloci, ma quelle pesanti assorbono una quota maggiore dell'energia immagazzinata. Gli archi più efficienti hanno il rapporto più basso tra lunghezza dell'arco e allungo: 1,5 a 1 per il composito egizio e 1,8 a 1 per il tartaro, contro 2,1 a 1 del Sioux e 3,4 a 1 dell'africano.
Come è stato misurato
Le misure sono state fatte dai tecnici della Small Arms Division della Royal Ordnance a Enfield, con un calcolatore di velocità MSI tipo 808, un'unità di comando a distanza tipo 759 e barriere ottiche tipo 758. La prima barriera stava tre metri davanti all'arciere e la seconda altri tre metri più avanti: il passaggio del proiettile su entrambe dava il tempo di volo e quindi la velocità, stampata direttamente.
Gli archi erano in gran parte repliche costruite con i materiali e le tecniche dei costruttori antichi, a partire da originali delle collezioni degli autori o dei musei; l'arco africano era invece un originale di provenienza ignota. Ogni arco ha tirato le frecce che gli competono, scelte sul modello degli originali, e questa è una scelta dichiarata: gli autori preferiscono valutare ogni arco nel suo uso normale, al prezzo di rendere i confronti diretti meno puliti. Per ciascuno sono riportati la lunghezza misurata lungo le curve, il libbraggio, l'allungo, il rapporto fra lunghezza e allungo e il peso delle frecce.
Tutti i tiri li ha eseguiti uno solo degli autori, McEwen, e ogni arco ha tirato più volte. La tabella e il grafico riportano per ciascun proiettile la velocità massima raggiunta, non la media. Su tutti gli archi, balestra compresa, erano montate corde in Dacron già usate, al posto del tendine, della seta e della canapa degli originali: gli autori lo dichiarano e osservano che le corde sintetiche aumentano un poco la velocità, ma che essendo tutte usate nessuna era al massimo del rendimento.
Il metodo, spiegato: Come si misura la velocità di una freccia
Limiti
La tabella riporta il massimo di più tiri, mai la media, e non dice quante frecce siano state lanciate con ciascun arco. Senza media né dispersione, le differenze piccole fra due archi non si possono valutare, e un massimo premia il tiro migliore della serie. Tira sempre la stessa persona, quindi il rilascio, l'allungo effettivo e la tenuta non variano, cosa che aiuta il confronto fra archi ma impedisce di dire quanto quei valori dipendano dall'arciere.
Le frecce cambiano da arco ad arco, e gli autori stessi scrivono che questo rende i confronti esatti difficili. Le corde in Dacron su tutti gli archi allontanano le repliche dalle condizioni originali, in una direzione che gli autori riconoscono. Le gittate compaiono solo di sfuggita, 109 metri in un caso e «oltre 90 metri in più» in un altro, senza alcuna prova sistematica di distanza.
Un punto resta senza spiegazione: fra le cinque frecce del longbow, una da 70 grammi parte a 37 metri al secondo mentre quella da 90 grammi arriva a 43, in rotta con la tendenza che la didascalia della tabella dichiara. Il valore è stampato così e nessuno lo commenta.
Infine l'oggetto dello studio è archeologico. Non c'è nessun arco da bersaglio moderno nella prova, niente sul raggruppamento, sull'accordatura o sulla precisione, e il paragone fra tiro con l'arco e propulsore riguarda la caccia preistorica, non il tiro sportivo.
Cosa vuol dire per chi tira
Il valore di queste misure, per un arciere, è dare un ordine di grandezza alle prestazioni del materiale tradizionale, misurato con strumenti seri invece che raccontato. Un propulsore sta sui 23 metri al secondo; un arco semplice in legno fra 30 e 43; un arco rinforzato con tendine o un composito, con libbraggi più bassi, fra 43 e 60; una balestra da 40,8 kg a 62.
Il dato che tocca più da vicino chi sceglie le frecce è la coppia libbraggio e massa. La stessa freccia da 50 grammi parte a 51 metri al secondo da un composito da 27,2 kg e a 53 da un longbow da 36,2 kg: nove chili di libbraggio in più valgono due metri al secondo, perché nel longbow una parte grossa dell'energia serve a muovere i flettenti lunghi e pesanti. Nello stesso arco, invece, scendere di massa alza sempre la velocità iniziale, mentre le frecce pesanti si portano via una quota maggiore dell'energia immagazzinata. È il compromesso che sta dietro alla scelta della massa della freccia, descritto qui in numeri misurati su archi antichi.
Quello che lo studio non dice è tutto il resto. Non c'è nulla sulla precisione, sul raggruppamento, sullo spine o sull'accordatura, nessun arco moderno nella prova e nessun confronto fra arcieri. E la conclusione che gli autori tengono a lasciare è di metodo: ogni arco va valutato nel contesto per cui è stato costruito, non misurato contro il longbow inglese come se fosse l'unità di misura.
Nel registro
Le affermazioni in cui questo studio è un'evidenza, con la sua posizione e lo stato attuale.
- RiportatoUn arco composito di corno e tendine lancia la freccia meglio di un arco di legno di pari libbraggio (a favore, contesto)
- RiportatoUn arco di legno di media potenza con una freccia di canna molto leggera non supera i quaranta metri al secondo e serve solo a distanza ravvicinata (contesto)
- RiportatoAnche un arco semplice lancia la freccia più veloce di quanto un propulsore lanci il suo dardo (a favore, contesto)
- RiportatoCon lo stesso arco una freccia più pesante riceve più energia (a favore)
Articoli che lo usano
Filone di ricerca
Popolazione e disciplina
È citato nel registro da
Stesso filone
- 1981Bow and arrow dynamics
- 1983On the mechanics of the bow and arrow
- 1990Experimental and theoretical research in archery
- 1990Muscular Activity of Different Shooting Distances, Different Release Techniques, and Different Performance Levels, with and without Stabilizers, in Target Archery
- 1991On the mechanics of the modern working-recurve bow
- 1997An approach to the study of ancient archery using mathematical modelling
Cita questa scheda
Campagna, M. (2026). Scheda studio: Experimental archery: projectile velocities and comparison of bow performances. In Registro delle evidenze. matteocampagna.com. Consultato il 16 ottobre 2026, da https://matteocampagna.com/evidence/bergman-1988-projectile-velocities
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