Scheda studio

Obiettivi e progressi nel tiro con l'arco: Barnett 1979

Effects of Goal Setting on Achievement in Archery

Mary L. Barnett, Jean A. Stanicek1979

Citazione

Barnett, M. L., & Stanicek, J. A. (1979). Effects of Goal Setting on Achievement in Archery. Research Quarterly. American Alliance for Health, Physical Education, Recreation and Dance, 50(3), 328-332. https://doi.org/10.1080/00345377.1979.10615618

Cita lo studio
APA

Barnett, M. L., & Stanicek, J. A. (1979). Effects of Goal Setting on Achievement in Archery. Research Quarterly. American Alliance for Health, Physical Education, Recreation and Dance, 50(3), 328-332. https://doi.org/10.1080/00345377.1979.10615618

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Scheda tecnica

Disegno
Studio randomizzato
Popolazione
Arcieri
Livello
Principianti
Disciplina
Non dichiarata
Numero di soggetti
30
Tipo
Articolo in rivista
Revisione tra pari
Sì
Sede
Research Quarterly. American Alliance for Health, Physical Education, Recreation and Dance

Cosa ha misurato e cosa ha trovato

In tre corsi per principianti della Wayne State University, a Detroit, gli studenti sono stati sorteggiati in due gruppi per le 10 settimane del corso. Tutti avevano ogni settimana un colloquio di gruppo di 10 minuti con l'istruttore; in uno dei due gruppi, alla fine del colloquio, ciascuno fissava per iscritto i propri obiettivi su una scheda stampata, tecnici e di punteggio, mentre nell'altro si parlava degli stessi problemi senza fissare obiettivi.

Al test finale a 20 yard il gruppo con gli obiettivi faceva in media 40,26 punti per volée da sei frecce, quello senza 36,62; al test intermedio della sesta settimana i due gruppi erano pari (32,97 e 33,18). Tenendo conto del test iniziale, la media corretta dei due test era 37,05 contro 31,95, una differenza significativa (F 5,31, p sotto 0,05). L'interazione tra gruppo e tempo, cioè un miglioramento più rapido del gruppo con gli obiettivi tra la sesta e la decima settimana, non era significativa (F 3,85).

Come è stato misurato

Ogni gruppo partiva con 20 studenti, ma sono stati analizzati solo quelli con tutti e tre i test: 18 nel gruppo con gli obiettivi e 12 nell'altro. Il corso prevedeva due lezioni a settimana da 50 minuti, sempre con lo stesso istruttore, che conduceva anche i colloqui. La scheda degli obiettivi elencava punti tecnici divisi per fasi del tiro (posizione, incocco, trazione, mira, rilascio, accompagnamento), più difficili nella seconda metà del corso, con uno spazio per gli obiettivi personali; l'obiettivo numerico era l'aumento di punteggio in una volée da sei frecce nella settimana. Il gruppo senza scheda sentiva gli stessi punti a voce, ma senza l'invito a fissare obiettivi.

Il test iniziale, nella prima settimana e dopo pochissime istruzioni, era la media di due volée a 20 yard (circa 18 metri); il test intermedio e quello finale erano la media di quattro volée. Dopo il primo test gli studenti sono ripartiti da 10 yard e la distanza è cresciuta gradualmente nelle prime cinque settimane. L'analisi è un'ANCOVA con il test iniziale come covariata.

Limiti

La perdita di partecipanti è il problema principale ed è molto sbilanciata: 2 studenti persi nel gruppo con gli obiettivi, 8 nell'altro, di cui 7 avevano smesso di frequentare e hanno lasciato il corso. Gli autori lo leggono come segno che gli obiettivi tengono alta la motivazione, ma l'abbandono cambia anche la composizione dei gruppi, e con 12 persone nel gruppo di confronto basta poco per spostare una media. I punteggi del test iniziale non sono riportati; dalla differenza tra medie grezze (36,61 contro 34,90) e corrette (37,05 contro 31,95) si capisce che il gruppo senza obiettivi partiva più alto, e buona parte del vantaggio nasce dalla correzione.

L'istruttore era uno solo e sapeva chi apparteneva a quale gruppo. Lo studio non dice su quale visuale e con quale sistema di punti si contassero le frecce, né che archi usassero gli studenti. Non c'è un controllo dopo la fine del corso, e la motivazione, che gli autori indicano come meccanismo, non è stata misurata.

Cosa vuol dire per chi tira

È uno dei primi studi sugli obiettivi nel tiro con l'arco, con principianti assoluti in un corso universitario. Suggerisce che scrivere ogni settimana un obiettivo tecnico e uno di punteggio, invece di parlarne soltanto con l'istruttore, si accompagni a punteggi un po' più alti a fine corso e a meno abbandoni. Con 30 studenti, un'interazione non significativa, un gruppo di confronto ridotto a 12 e una correzione che pesa molto sul risultato, resta un indizio e non una misura dell'effetto. Non dice niente su arcieri esperti o in gara, dove gli obiettivi hanno un ruolo diverso.

Nel registro

Le affermazioni in cui questo studio è un'evidenza, con la sua posizione e lo stato attuale.

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Campagna, M. (2026). Scheda studio: Effects of Goal Setting on Achievement in Archery. In Registro delle evidenze. matteocampagna.com. Consultato il 16 ottobre 2026, da https://matteocampagna.com/evidence/barnett-1979-goal-setting

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