Chi ha lo sgancio anticipato dice che la freccia parte da sola, contro la sua volontà

5 studi · 31 arcieri misurati

A favoreContestoContro200520102015202020252018, a favore, n = 152023, contesto, n = 92019, contesto, n = 72005, contesto2023, contesto
Ogni cerchio è uno studio: la posizione dice l’anno, la riga se va a favore, contro o fa da contesto, la grandezza quanti partecipanti ha misurato. I cerchi chiari sono studi su altre popolazioni o senza arcieri.

Il racconto c'è, ma viene da pochissime persone e quasi tutto dal kyudo. In una squadra di liceali giapponesi, molti dei praticanti esperti tengono il kai due secondi o meno contro i cinque che l'istruttore chiede, e intervistati dicono che anche quando provano a tenere la freccia parte da sola, che quello è il punto in cui sentono di centrare meglio e che hanno fretta di lasciare prima che la trazione ceda: gli autori ne ricavano che nel rilascio anticipato c'è una parte fisica e una mentale. Fuori dal kyudo il racconto più vicino è quello in prima persona di un arciere di club inglese, con le dita che lasciano la corda senza che lui sappia se per scelta o perché cedono. Due cose impediscono di generalizzare. La prima è che la perdita di controllo non ha una forma sola: fra gli arcieri inglesi con target panic c'è chi non riesce affatto a rilasciare, e nel kyudo il blocco opposto ha un nome suo. La seconda è che «contro la volontà» regge solo in parte: dei tre praticanti di kyudo con rilascio anticipato esaminati in una serie di casi, uno riusciva in parte a trattenerlo, e in nessuno il disturbo si presentava sempre allo stesso modo.

Formulata anche come: la freccia parte da sola; rilascio involontario; sgancio anticipato e target panic; hayake nel kyudo; non riesco a tenere la mira

Nella pratica

Fra gli arcieri si dice che con lo sgancio anticipato non sei tu a lasciare: la freccia scappa appena il mirino arriva sul giallo, e più provi a trattenerla più parte presto.

Evidenze

  • 2005
    Contesto Revisione Pubblicata dopo

    Capitolo di rassegna sulla psicologia del tiro con l'arco: definisce il target panic come anticipazione del rilascio e ne distingue quattro forme, lo scatto improvviso, il rilascio appena il mirino incrocia il centro, il blocco e lo strappo della mano; riprende da un manuale tecnico l'idea che l'anticipazione nasca dal voler mirare e insieme far partire il rilascio. Non ci sono dati né frequenze: è un'interpretazione, non un racconto raccolto.

    Psychological Aspects of Archery · Kathleen M. Haywood

  • 2018
    A favore Arcieri di kyudo Pubblicata dopo

    15 liceali giapponesi di kyudo della stessa squadra, due tiri ciascuno filmati in video: i due del terzo anno tengono il kai 2 secondi, quelli del secondo anno da 2 a 5, i principianti del primo anno da 2 a 11, mentre l'istruttore chiede almeno 5 secondi; secondo gli autori molti degli esperti stanno a 2 secondi o meno. Intervistati, gli esperti dicono che la freccia parte da sola anche quando provano a trattenerla, che quello è il punto in cui sentono di centrare meglio e che hanno fretta di lasciare prima che la trazione ceda; gli autori ne concludono che il rilascio anticipato ha una componente fisica e una mentale. Le risposte non sono contate.

    Study on motion analysis of archery · Haruhi Koyama, Yuji Kawamori, Masanobu Asai, Nobuyuki Kida

  • 2019
    Contesto Arcieri Pubblicata dopo

    7 arcieri britannici con target panic in corso o passato, 3 uomini e 4 donne, dal club al livello nazionale e da 3 a 18 anni di pratica, con interviste semistrutturate: tutti fanno risalire il disturbo all'attenzione sul risultato e lo descrivono come perdita di controllo, ma la forma cambia, perché c'è chi non riesce a sganciare, chi a passare il clicker e chi ad arrivare all'ancoraggio. Sono racconti retrospettivi, senza misure del tiro.

    Archers’ experiences of target panic: an interpretative phenomenological analysis · Erin E. Prior, Janine K. Coates

  • 2023
    Contesto Arcieri Pubblicata dopo

    Un anno di etnografia in un club universitario inglese, con otto interviste e il caso dell'autore, che tirava da cinque anni: nel suo racconto in prima persona del target panic le dita lasciano la corda senza che lui sappia se per scelta o perché cedono, insieme al battito nelle orecchie, ai tremori e all'arco che sembra più pesante. È il racconto più vicino all'affermazione fuori dal kyudo, ma è un caso solo, in un saggio interpretativo senza misure.

    Target panic: Disrupted ecologies of skill in archery · Eliott Rooke

  • 2023
    Contesto Arcieri di kyudo Pubblicata dopo

    Serie di 9 praticanti di kyudo, 3 con il blocco al kai, 3 con il rilascio anticipato e 3 senza disturbi, con intervista strutturata ed elettromiografia di superficie: nei 3 con rilascio anticipato il disturbo è specifico del tiro ma i sintomi cambiano da una volta all'altra, in uno era comparso dopo un cambio nel modo di trazionare e in un altro dopo un periodo di centri consecutivi, e uno riferisce di riuscire in parte a trattenerlo. All'elettromiografia nessuna co-contrazione. Serie piccola e non in cieco.

    Abnormal movements “Motare” in Kyudo have the characteristics of task—specific focal dystonia · Taichi Ogiso, Yoya Ono, Saiki Suzuki, Takayoshi Shimohata

Storia dello stato

  1. 2005 Non studiato La prima descrizione nella bibliografia del registro è un capitolo di rassegna sulla psicologia del tiro con l'arco, che definisce il target panic come anticipazione del rilascio e ne distingue quattro forme, fra cui lo scatto improvviso al momento del rilascio e il rilascio appena il mirino incrocia il centro. Non ci sono dati né interviste: nessuno aveva ancora chiesto agli arcieri che cosa provano quando la freccia parte prima del tempo.
  2. 2018 Riportato Il primo racconto raccolto viene dal kyudo: quindici liceali giapponesi della stessa squadra, filmati in due tiri ciascuno. Molti dei praticanti esperti tengono il kai due secondi o meno, contro i cinque che l'istruttore chiede, mentre i principianti del primo anno vanno da due a undici secondi, e intervistati raccontano tre cose: che la freccia parte da sola anche quando provano a trattenerla, che quello è il punto in cui sentono di centrare meglio, e che hanno fretta di lasciare prima che la trazione ceda. Sono interviste su una squadra sola, senza numeri sulle risposte, e nel kyudo: riportato, e un'affermazione che si regge solo sul kyudo non va oltre.
  3. 2019 Riportato Sette arcieri britannici con target panic, dal livello di club a quello nazionale, raccontano il disturbo in interviste lunghe: tutti lo fanno risalire al momento in cui hanno cominciato a pensare al risultato, e lo descrivono come una perdita di controllo, un conflitto fra voler tirare e qualcosa dentro che lo impedisce. La forma, però, non è sempre quella della freccia che scappa: c'è chi non riesce a sganciare, chi a passare il clicker, chi ad arrivare all'ancoraggio. È un contesto che allarga il quadro oltre il kyudo senza confermare il racconto specifico: lo stato resta.
  4. 2023 Riportato Arrivano due tasselli che vanno in direzioni un po' diverse. Un arciere di club inglese racconta in prima persona il suo target panic, con le dita che lasciano la corda senza che lui sappia se per scelta o perché cedono: è la cosa più vicina all'affermazione fuori dal kyudo, ma è un caso solo e un saggio interpretativo. Una serie di casi giapponese esamina tre praticanti di kyudo con rilascio anticipato accanto a tre con il blocco opposto: nei tre con rilascio anticipato i sintomi cambiano da una volta all'altra, in uno il disturbo era comparso dopo una serie di centri e uno riesce in parte a trattenerlo, quindi la freccia non parte sempre contro la volontà. Il racconto resta quello di pochissime persone: riportato.

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Cita
APA

Campagna, M. (2026). Chi ha lo sgancio anticipato dice che la freccia parte da sola, contro la sua volontà (Versione 1). In Registro delle evidenze. Consultato il 16 ottobre 2026, da https://matteocampagna.com/registro/mente/sgancio-anticipato-freccia-parte-da-sola

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