Scheda studio

Malattie a Tokyo 2020, arco incluso: Derman 2022

Incidence and burden of illness at the Tokyo 2020 Paralympic Games held during the COVID-19 pandemic: a prospective cohort study of 66 045 athlete days

Wayne Derman, Phoebe Runciman, Maaike Eken, Pieter-Henk Boer, Cheri Blauwet, Manos Bogdos, et al.2022

Citazione

Derman, W., Runciman, P., Eken, M., Boer, P.-H., Blauwet, C., Bogdos, M., et al. (2022; fascicolo 2023). Incidence and burden of illness at the Tokyo 2020 Paralympic Games held during the COVID-19 pandemic: a prospective cohort study of 66 045 athlete days. British Journal of Sports Medicine, 57(1), 55-62. https://doi.org/10.1136/bjsports-2022-106312

Cita lo studio
APA

Derman, W., Runciman, P., Eken, M., Boer, P.-H., Blauwet, C., Bogdos, M., et al. (2022; fascicolo 2023). Incidence and burden of illness at the Tokyo 2020 Paralympic Games held during the COVID-19 pandemic: a prospective cohort study of 66 045 athlete days. British Journal of Sports Medicine, 57(1), 55-62. https://doi.org/10.1136/bjsports-2022-106312

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Scheda tecnica

Disegno
Studio di coorte
Popolazione
Misto
Livello
Élite
Disciplina
Più discipline
Numero di soggetti
4403
Tipo
Articolo in rivista
Lingua
Inglese
Revisione tra pari
Sì
Sede
British Journal of Sports Medicine

Cosa ha misurato e cosa ha trovato

Lo studio è la sorveglianza delle malattie ai Giochi paralimpici di Tokyo 2020, i primi organizzati durante la pandemia: 4.403 atleti (1.853 donne e 2.550 uomini) di 162 paesi e 23 sport, seguiti per i quindici giorni dei Giochi, cioè 66.045 giorni-atleta. Sono state registrate 280 malattie in 261 atleti, il 5,9% del totale, pari a 4,2 ogni mille giorni-atleta: il valore più basso mai visto ai Giochi paralimpici, estivi o invernali (a Londra 2012 erano 12,8, a Rio 2016 10,0). Le più frequenti erano quelle della pelle (1,1 ogni mille giorni-atleta) e delle vie respiratorie (0,8), e i casi di COVID-19 sono stati 13. Le donne si sono ammalate più degli uomini (5,1 contro 3,6) e i tre giorni prima delle gare hanno avuto un tasso doppio rispetto ai dodici di gara (7,0 contro 3,5). Il 77,1% delle malattie non ha fatto perdere nessun giorno di allenamento o di gara.

Il tiro con l'arco compare come uno dei 23 sport. I 139 para-arcieri (60 donne e 79 uomini, 82 dei quali tra i 35 e i 75 anni) hanno avuto 10 malattie, una ciascuno: il 7,2% degli arcieri, 4,8 ogni mille giorni-atleta, con un intervallo di confidenza da 2,6 a 8,7. È un valore a metà classifica, identico a quello del judo; il più alto era il tennis in carrozzina (7,1), seguito dal tiro a segno (6,1).

Come è stato misurato

I dati arrivano da due canali. Le squadre con un proprio staff medico (81 paesi, 3.836 atleti, l'87%) registravano ogni giorno le malattie su un sistema web dedicato, il WEB-IISS; per le squadre senza medico (altri 81 paesi, 567 atleti) contavano le visite al policlinico dei Giochi e ai presidi medici dei campi di gara. Finiti i Giochi, i due archivi sono stati uniti e ripuliti dai doppioni, togliendo voci come fisioterapia, tutori, optometria, odontoiatria di routine e radiologia. La definizione di malattia è quella del documento di consenso del CIO; per il COVID-19 c'era un test salivare antigenico ogni giorno, con una PCR in caso di positività.

Il denominatore è una stima: la dimensione di ogni squadra secondo l'elenco ufficiale del Comitato paralimpico, moltiplicata per 15 giorni (3 prima delle gare e 12 di gara). Per gli arcieri fa 139 per 15, cioè 2.085 giorni-atleta. I giorni persi li ha previsti il medico al momento della registrazione, e il carico della malattia è espresso in giorni persi ogni mille giorni-atleta. Le analisi sono modelli di Poisson univariati, quindi ogni fattore è guardato da solo, senza tenere conto degli altri; chi gareggiava in più sport è contato in quello principale.

Limiti

Gli autori stessi indicano il punto più delicato: per le regole anti-COVID arrivi e partenze erano scaglionati, ma i giorni-atleta sono calcolati come se tutti fossero presenti per 15 giorni. I giorni-atleta possono quindi essere sovrastimati fino a circa 10.000 e l'incidenza sottostimata fino al 18%, cioè fino a circa una malattia ogni mille giorni-atleta. Il tipo di disabilità manca per gli atleti visti al policlinico, e l'isolamento obbligatorio di 10 giorni per ogni caso di COVID-19, anche senza sintomi, gonfia i giorni persi.

Per il tiro con l'arco i margini sono ancora più stretti. Dieci casi danno un intervallo largo, da 2,6 a 8,7, e il tasso degli arcieri non è diviso per apparato colpito, disabilità o giorni persi: lo studio non dice di che cosa si siano ammalati né quanto abbia pesato sulle loro gare. Si tratta poi di una sola manifestazione, nell'estate di Tokyo e con misure anti-COVID di un rigore eccezionale. Nel manoscritto letto la tabella 3 scambia tra donne e uomini il numero di atleti e di giorni-atleta; i tassi tornano con i numeri del testo.

Cosa vuol dire per chi tira

Per chi tira lo studio dice poco di specifico, e lo dice su un gruppo particolare: arcieri paralimpici, in maggioranza oltre i 35 anni, nei quindici giorni di un'edizione dei Giochi. In quel contesto il tiro con l'arco non si distingue dagli altri sport: circa una malattia ogni quattordici arcieri, e con dieci casi nessuna differenza leggibile rispetto alla media generale. È un dato che serve più a chi organizza lo staff medico di una squadra paralimpica in trasferta che al singolo arciere.

Due risultati valgono per tutti gli sport, e quindi anche per il tiro. I tre giorni prima delle gare hanno avuto il doppio delle malattie dei giorni di gara: è la prima volta che succede in questa serie di studi, e gli autori lo segnalano senza spiegarlo. Inoltre le malattie della pelle hanno superato, per la prima volta, quelle respiratorie. Il calo generale gli autori lo attribuiscono alle misure anti-COVID (mascherine, igiene, test quotidiani, spostamenti limitati), ma senza un gruppo di confronto resta un'interpretazione plausibile, non una misura dell'effetto delle singole misure.

Nel registro

Le affermazioni in cui questo studio è un'evidenza, con la sua posizione e lo stato attuale.

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Campagna, M. (2026). Scheda studio: Incidence and burden of illness at the Tokyo 2020 Paralympic Games held during the COVID-19 pandemic: a prospective cohort study of 66 045 athlete days. In Registro delle evidenze. matteocampagna.com. Consultato il 16 ottobre 2026, da https://matteocampagna.com/evidence/derman-2022-illness-tokyo

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