Uno studio su un arciere che tira con il piede ha trovato una destrezza del piede molto maggiore di chi non tira e un'area del cervello più ampia per dita del piede e ginocchio

2 studi · 1 arcieri misurati

A favoreContestoContro20202022202420262024, contesto, n = 4832020, a favore, n = 12020, contesto, n = 1
Ogni cerchio è uno studio: la posizione dice l’anno, la riga se va a favore, contro o fa da contesto, la grandezza quanti partecipanti ha misurato. I cerchi chiari sono studi su altre popolazioni o senza arcieri.

È un caso solo, studiato con cura. Un arciere paralimpico di trentacinque anni, nato senza braccia, che tira con i piedi da quando ne aveva sedici, è stato confrontato con dodici o tredici persone senza esperienza di tiro. Inserisce un piolo con il piede destro in 2,2 secondi contro i 15,3 di media dei controlli, più di sette volte più in fretta. La risonanza funzionale mostra che l'area della corteccia motoria che comanda dita del piede e ginocchio è più estesa e spostata di lato, verso la zona che di solito governa la mano, mentre caviglia e anca restano come nei controlli; muovendo la gamba si accende anche l'area della mano. La stimolazione magnetica conferma mappe più ampie per tutti i muscoli della gamba misurati, e per il tibiale anteriore la mappa supera il confine dell'area della mano. La spalla, invece, è rappresentata come in chiunque altro. Tre misure vanno d'accordo, ma su una persona sola, che usa i piedi anche per mangiare e per guidare: lo studio non può dire quanto venga dal tiro e quanto dall'essere nato senza braccia.

Formulata anche come: arciere senza braccia; tirare con i piedi; plasticità del cervello nel tiro con l'arco; corteccia motoria del piede; para-arciere che tira con il piede

Nella pratica

Si racconta spesso che il corpo si adatta a qualunque modo di tirare, e che chi tira con i piedi sviluppa nel piede una sensibilità e un controllo paragonabili a quelli di una mano.

Evidenze

Storia dello stato

  1. 1990 Non studiato Nella bibliografia del registro nessuno aveva ancora misurato la destrezza del piede né il cervello di un arciere che tira con i piedi: sulla domanda non c'è evidenza.
  2. 2020 Riportato Il caso arriva da un gruppo giapponese di neuroscienze: un arciere paralimpico di trentacinque anni, nato senza braccia, confrontato con una dozzina di persone senza esperienza. Inserisce i pioli con il piede destro in 2,2 secondi contro 15,3; in risonanza l'area di dita del piede e ginocchio è più ampia e spostata verso la zona della mano, mentre caviglia e anca non cambiano; la stimolazione magnetica dà mappe più ampie per tutti i muscoli della gamba, e la spalla non differisce da quella dei controlli. Tre metodi che concordano, ma un arciere solo, che usa i piedi in tutta la vita quotidiana: riportato, e nessuna generalizzazione.
  3. 2024 Riportato Una revisione sulle discipline di tiro adattato inserisce il caso fra gli studi sugli arcieri con disabilità e ne riassume i risultati: corteccia di dita del piede e ginocchio più estesa, risposte motorie più ampie. Sono gli stessi dati del 2020, senza un secondo arciere né una misura nuova, quindi lo stato resta riportato.

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Cita
APA

Campagna, M. (2026). Uno studio su un arciere che tira con il piede ha trovato una destrezza del piede molto maggiore di chi non tira e un'area del cervello più ampia per dita del piede e ginocchio (Versione 3). In Registro delle evidenze. Consultato il 16 ottobre 2026, da https://matteocampagna.com/registro/mente/plasticita-cervello-arciere-piede

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