Scheda studio

Esame della vista per arcieri: Mohammadi 2016

Vision Examination Protocol for Archery Athletes Along With an Introduction to Sports Vision

Seyed Farzad Mohammadi, Mohammad Aghazade Amiri, Homa Naderifar, Elham Rakhshi, Banafsheh Vakilian, Elham Ashrafi, et al.2016

Citazione

Mohammadi, S. F., Amiri, M. A., Naderifar, H., Rakhshi, E., Vakilian, B., Ashrafi, E., et al. (2016). Vision Examination Protocol for Archery Athletes Along With an Introduction to Sports Vision. Asian Journal of Sports Medicine, 7(1), e26591. https://doi.org/10.5812/asjsm.26591

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APA

Mohammadi, S. F., Amiri, M. A., Naderifar, H., Rakhshi, E., Vakilian, B., Ashrafi, E., et al. (2016). Vision Examination Protocol for Archery Athletes Along With an Introduction to Sports Vision. Asian Journal of Sports Medicine, 7(1), e26591. https://doi.org/10.5812/asjsm.26591

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Scheda tecnica

Disegno
Metodologico
Popolazione
Arcieri
Livello
Livelli diversi
Disciplina
Più discipline
Numero di soggetti
57
Tipo
Articolo in rivista
Lingua
Inglese
Revisione tra pari
Sì
Sede
Asian Journal of Sports Medicine

Cosa ha misurato e cosa ha trovato

Più che uno studio con risultati, è la descrizione di un protocollo per esaminare la vista degli arcieri, messo a punto al Farabi Eye Hospital di Teheran e provato su arcieri di compound e ricurvo delle province di Teheran e Alborz. Dalla letteratura sulla visione nello sport gli autori hanno scelto cinque esami (acuità visiva statica, difetti di refrazione, sensibilità al contrasto, allineamento degli occhi e stereopsi, cioè la percezione della profondità con i due occhi), più la dominanza di occhio e mano. L'intero giro di esami richiede circa 40 minuti per arciere.

La prova pilota ha coinvolto 57 arcieri tra i 18 e i 38 anni con più di sei mesi di pratica: 35 classificati "elite" (17 uomini e 18 donne, età media 28,25 anni) e 22 "non elite" (10 uomini e 12 donne, 28,64). I risultati degli esami e il confronto tra i due gruppi non sono riportati.

Dal pilota gli autori ricavano due dati. Circa il 13% degli arcieri aveva un difetto di vista non corretto. Incrociando mano dominante, occhio dominante e mira con uno o con due occhi si ottengono otto combinazioni, che chiamano "archery figures"; scrivono anche che molti arcieri del gruppo elite avevano combinazioni che giudicano problematiche, senza dire quanti.

Come è stato misurato

Il livello di ciascun arciere era un punteggio da 0 a 5 basato su titoli e medaglie (club, regionale, nazionale, internazionale), integrato dal giudizio dell'allenatore per chi era arrivato da poco; l'esperienza era calcolata come giorni di allenamento a settimana moltiplicati per gli anni di pratica. L'acuità era misurata con una tavola elettronica di lettere a 480 lux, con un punteggio per lettera da 0 a 100 (dove 10/10 vale 85), con un occhio, con due occhi e con la migliore correzione. La refrazione era misurata con un aberrometro, con e senza un collirio che blocca l'accomodazione; la sensibilità al contrasto con il test CSV-1000 in luce bassa (12 lux in tabella, 10,6 nel testo); l'allineamento con il cover test a 40 centimetri, a 6 metri e a distanza maggiore; la stereopsi con il test TNO a 800 lux.

L'occhio dominante era individuato con il test di Miles, ripetuto tre volte: l'arciere guarda un oggetto lontano attraverso un'apertura fatta con le mani, e si controlla quale occhio lo sta inquadrando. La mano dominante era quella dichiarata dall'arciere. Gli esami che richiedono la stessa illuminazione si facevano di seguito, in un ordine fisso, cercando di avvicinarsi alla luce di un campo di tiro.

Limiti

Il limite principale è che il lavoro si ferma prima dei risultati: non ci sono valori degli esami, né un confronto tra arcieri elite e non elite, né un legame con il punteggio. La divisione tra elite e non elite si basa su medaglie e giudizio dell'allenatore, non su punteggi di gara, e i due gruppi del pilota non sono descritti per tipo di arco, distanza o anni di pratica. Le "archery figures" sono una classificazione, non un risultato: non si sa quanti arcieri ricadano in ciascuna combinazione, né se una combinazione si accompagni a punteggi migliori.

Alcune condizioni di misura sono lontane dal campo: la sensibilità al contrasto è misurata in penombra, la stereopsi con un test pensato per la visione da vicino, e gli autori stessi riconoscono che le luci dell'ambulatorio non riproducono quelle reali. Diverse affermazioni della discussione, come l'abitudine di scegliere un arco destro o mancino in base all'occhio dominante, riportano opinioni diffuse o studi di altri e non vengono da questi dati.

Cosa vuol dire per chi tira

Per chi tira la parte utile è l'elenco di che cosa può valere la pena controllare della propria vista: l'acuità con entrambi gli occhi e con la correzione che si usa in campo, la presenza di un piccolo difetto non corretto, che nel pilota riguardava circa il 13% degli arcieri, e il rapporto tra occhio dominante e mano che tende la corda. A 70 metri, osservano gli autori, anche una leggera miopia o un astigmatismo possono sfocare il bersaglio, e per questo propongono un esame della refrazione con il collirio, che scopre anche i difetti nascosti.

Lo studio non dice quali valori servano per tirare bene, né che una dominanza incrociata vada corretta: sono domande che il protocollo vuole affrontare, non risposte. Per qualunque dubbio sulla propria vista la valutazione spetta a un oculista o a un optometrista.

Nel registro

Le affermazioni in cui questo studio è un'evidenza, con la sua posizione e lo stato attuale.

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Campagna, M. (2026). Scheda studio: Vision Examination Protocol for Archery Athletes Along With an Introduction to Sports Vision. In Registro delle evidenze. matteocampagna.com. Consultato il 16 ottobre 2026, da https://matteocampagna.com/evidence/mohammadi-2016-vision-examination

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