Scheda studio

Lenti del mirino compound: studio Strydom 2010

Optical lenses and magnification in archery

B. Strydom, J. T. Ferreira2010

Citazione

Strydom, B., & Ferreira, J. T. (2010). Optical lenses and magnification in archery. African Vision and Eye Health, 69(1), 29-34. https://doi.org/10.4102/aveh.v69i1.122

Cita lo studio
APA

Strydom, B., & Ferreira, J. T. (2010). Optical lenses and magnification in archery. African Vision and Eye Health, 69(1), 29-34. https://doi.org/10.4102/aveh.v69i1.122

BibTeX
@article{strydom2010opticallenses,
  author = {Strydom, B. and Ferreira, J. T.},
  title = {Optical lenses and magnification in archery},
  year = {2010},
  journal = {African Vision and Eye Health},
  volume = {69},
  number = {1},
  pages = {29--34},
  doi = {10.4102/aveh.v69i1.122}
}

Scheda tecnica

Disegno
Simulazione
Popolazione
Prove sull'attrezzatura, senza arcieri
Oggetto della prova
Attrezzatura, senza partecipanti
Livello
Non dichiarato
Disciplina
Compound
Tipo
Articolo in rivista
Lingua
Inglese
Revisione tra pari
Sì
Sede
African Vision and Eye Health

Cosa ha misurato e cosa ha trovato

È un articolo teorico, scritto da optometristi, su come funzionano le lenti d'ingrandimento nel compound. Non ci sono misure né partecipanti: gli autori applicano le formule dell'ottica a due configurazioni. Nella prima, a una lente, c'è solo la lente nello scope del mirino, e il secondo elemento ottico è l'occhio stesso con il suo difetto di vista non corretto. Nella seconda, a due lenti, una seconda lente sta nel piano del peep e l'insieme lavora come un piccolo cannocchiale.

Con una lente il risultato dipende quasi tutto dalla vista dell'arciere. Per un occhio senza difetti la formula non dà alcun ingrandimento; per un miope di 1 diottria, con la lente a 0,80 m, servirebbe una lente di -5 D, che rimpicciolisce il bersaglio (ingrandimento 0,20); per un ipermetrope di 1 diottria gli autori indicano una lente di +0,50 D e un ingrandimento di 2, con un'immagine nitida solo se l'occhio riesce ad accomodare. Con due lenti conta l'allungo: con una lente frontale di +2 D, un arciere con 29 pollici di allungo (lenti a circa 0,80 m) avrebbe bisogno di una lente di 3,33 D nel peep e otterrebbe un ingrandimento di -1,67, cioè un'immagine capovolta; con 24 pollici (circa 0,4 m) servirebbe una lente di -10 D, con un ingrandimento di 5. La conclusione è che la scelta va fatta sulla persona, tenendo conto di età, difetto visivo, allungo, diametro della pupilla e del peep e di quanto ingrandimento serve, e ricordando che con più ingrandimento la mira diventa più instabile.

Come è stato misurato

Gli autori usano due coppie di formule. Per il sistema a una lente la distanza tra lente e occhio è d = 1/F1 + 1/Fs e l'ingrandimento è M = -Fs/F1, dove F1 è la potenza della lente nel mirino e Fs il difetto refrattivo dell'occhio, in diottrie. Per il sistema a due lenti le stesse relazioni legano la lente del mirino (l'obiettivo, F1) a quella del peep (l'oculare, F2), con d pari alla distanza tra peep e mirino, che dipende dall'allungo. Un ingrandimento negativo indica un'immagine capovolta, uno minore di 1 un'immagine rimpicciolita.

Il resto dell'articolo discute in modo qualitativo i fattori che cambiano la nitidezza: il diametro della pupilla e del peep (la pupilla dà la migliore acuità tra 2 e 5 mm), la profondità di campo e di fuoco, l'accomodazione e la presbiopia, che di solito compare intorno ai 40 anni, e la possibilità di allontanare la lente con la barra di estensione del mirino. Il lavoro nasce da una tesi di master in optometria all'Università di Johannesburg.

Limiti

Non c'è nessuna misura: né su arcieri, né su lenti reali, né sui punteggi. Le cifre degli esempi vengono dalle formule, e alcune non tornano del tutto. Con le stesse formule, per l'ipermetrope di 1 diottria con la lente a 0,80 m si ottengono circa +0,56 D e un ingrandimento di 1,8: i valori riportati (+0,50 D e 2) corrispondono a una distanza di 1 metro. La distanza di 0,4 m attribuita a un allungo di 24 pollici, cinque pollici meno dell'arciere a 0,80 m, non è spiegata. Per l'occhio senza difetti la formula dà un ingrandimento nullo, un risultato che gli autori stessi correggono a parole chiamando in causa l'accomodazione.

Il modello è quello delle lenti sottili e non tiene conto della qualità delle lenti reali né delle aberrazioni. L'idea che l'ingrandimento renda la mira meno stabile viene da uno studio precedente ed è riportata senza numeri. Alcune affermazioni si appoggiano a comunicazioni personali, e l'articolo non entra nel dettaglio di che cosa ammettano i regolamenti di gara per una lente nel peep.

Cosa vuol dire per chi tira

Per un compoundista il lavoro chiarisce due cose. La prima è che con una sola lente nello scope l'effetto dipende dalla vista: la stessa lente può ingrandire per un arciere, rimpicciolire per un altro e sfocare per un terzo, quindi la potenza che funziona per un compagno di linea dice poco se la sua vista è diversa. La seconda è che, a parità di lente, conta la distanza tra occhio e mirino: allungo e barra di estensione cambiano l'ingrandimento, e un allungo corto con una lente forte può dare più ingrandimento di quanto si riesca a gestire in mira.

Per chi ha un difetto di vista, gli autori suggeriscono di partire dalla correzione ottimale per lontano, con occhiali o lenti a contatto, e di scegliere le lenti del mirino su quella base; dopo i 40 anni, con la presbiopia, diventa più delicata la scelta tra vedere nitido il bersaglio o il pin, e un peep più piccolo aumenta la profondità di campo, purché la pupilla non scenda sotto i 2 mm, dove la diffrazione riduce l'acuità. Sono indicazioni di principio ricavate dall'ottica, non risultati misurati su arcieri, e presuppongono una valutazione della vista fatta da un optometrista.

Nel registro

Le affermazioni in cui questo studio è un'evidenza, con la sua posizione e lo stato attuale.

Articoli che lo usano

Cita questa scheda
APA

Campagna, M. (2026). Scheda studio: Optical lenses and magnification in archery. In Registro delle evidenze. matteocampagna.com. Consultato il 16 ottobre 2026, da https://matteocampagna.com/evidence/strydom-2010-optical-lenses

BibTeX
@misc{campagna2026_evidencestrydom2010opticallenses,
  author = {Campagna, Matteo},
  title = {Scheda studio: Optical lenses and magnification in archery},
  year = {2026},
  howpublished = {Registro delle evidenze, matteocampagna.com},
  url = {https://matteocampagna.com/evidence/strydom-2010-optical-lenses},
  note = {consultato il 2026-10-16}
}