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<title>Piccole differenze nella velocità d'uscita spiegano buona parte della dispersione verticale · Cosa è cambiato</title>
<link>https://matteocampagna.com/registro/attrezzatura/velocita-uscita-dispersione-verticale</link>
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<description>I cambiamenti di questa affermazione nel registro delle evidenze di Matteo Campagna: lo stato, la storia anno per anno, le revisioni della scheda.</description>
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<item><title>Scheda rivista, versione 3</title><link>https://matteocampagna.com/registro/attrezzatura/velocita-uscita-dispersione-verticale</link><description>La meccanica è chiara e le misure la confermano, ma sono quasi tutte misure su macchine. A settanta metri, con un compound che lancia a 74,5 metri al secondo, un metro al secondo in più di velocità d'uscita alza il punto d'impatto di circa tredici centimetri, quasi il doppio di quanto facciano un metro di errore sulla distanza o un venti per cento di resistenza aerodinamica in più. Con una freccia più lenta, a sessanta metri al secondo, un modello per l'arco tradizionale dà più di venti centimetri per metro al secondo. Le riprese ad alta velocità mostrano che lo scostamento verticale al bersaglio corrisponde alla componente verticale della velocità d'uscita moltiplicata per il tempo di volo: l'accordo è buono quando a tirare è un robot, più debole con l'unico arciere ripreso, dove pesa anche la variabilità della velocità orizzontale. Su cinquantanove frecce dello stesso modello tirate a macchina, massa e spine medio spiegano il 46,7 per cento della dispersione verticale e meno di un quinto di quella orizzontale, e lo stesso studio ridimensiona la grandezza: il calcolo balistico prevedeva oltre quattordici centimetri di escursione verticale, la misura ne ha dati 8,8. Negli arcieri la velocità varia pochissimo, uno o due chilometri all'ora fra una freccia e l'altra, e fra sette arcieri delle nazionali tedesche né la velocità media né la sua costanza entravano nel modello del punteggio. La direzione è solida, la grandezza va rivista e il legame non è mai stato misurato su un gruppo di arcieri: per questo lo stato è Riportato.</description><guid isPermaLink="false">claim:velocita-uscita-dispersione-verticale:revision:2026-10-16:3</guid><pubDate>Fri, 16 Oct 2026 08:00:00 GMT</pubDate></item>
<item><title>Storia aggiornata: voce per il 2023, Riportato</title><link>https://matteocampagna.com/registro/attrezzatura/velocita-uscita-dispersione-verticale#storia</link><description>Un modello pensato per l'arco tradizionale senza mirino arriva alla stessa direzione da una velocità più bassa: a sessanta metri al secondo, tre metri al secondo di differenza spostano l'impatto a settanta metri di 69-80 centimetri, cioè più di venti per metro al secondo contro i tredici calcolati per un compound più veloce. Più la freccia è lenta, più pesa la stessa differenza. È un modello in una rivista regionale, senza misure: lo stato resta riportato.</description><guid isPermaLink="false">claim:velocita-uscita-dispersione-verticale:history_entry:2026-10-13:2023</guid><pubDate>Tue, 13 Oct 2026 08:00:00 GMT</pubDate></item>
<item><title>Storia aggiornata: voce per il 2019, Riportato</title><link>https://matteocampagna.com/registro/attrezzatura/velocita-uscita-dispersione-verticale#storia</link><description>Un robot lanciafrecce aggiunge il meccanismo dall'altro capo: senza clicker la lunghezza d'allungo cambia da tiro a tiro e le frecce si spostano in alto e in basso. Gli autori non danno numeri. Lo stesso anno un calcolo balistico mette i numeri sul legame fra peso, velocità e altezza: a energia dell'arco costante mezzo grano in più abbassa l'impatto a settanta metri di poco meno di un centimetro, e le differenze di peso misurate su aste dello stesso spine lo spostano da circa tre centimetri e mezzo a più di venti. È un modello, e insieme all'osservazione senza numeri non sposta lo stato.</description><guid isPermaLink="false">claim:velocita-uscita-dispersione-verticale:history_entry:2026-10-13:2019</guid><pubDate>Tue, 13 Oct 2026 08:00:00 GMT</pubDate></item>
<item><title>Storia aggiornata: voce per il 1933, Non studiato</title><link>https://matteocampagna.com/registro/attrezzatura/velocita-uscita-dispersione-verticale#storia</link><description>Il primo calcolo della traiettoria di una freccia in bibliografia mette già in conto la velocità d'uscita: per una freccia da 300 grani lanciata a 180 piedi al secondo, 5 piedi al secondo in più o in meno, una differenza che secondo l'autore può capitare da un tiro all'altro, spostano la gittata massima di 26 piedi, il 4 per cento. È un modello, e parla della gittata nel tiro di distanza, non dell'altezza d'impatto su un bersaglio: sulla dispersione verticale non c'è ancora nessun dato.</description><guid isPermaLink="false">claim:velocita-uscita-dispersione-verticale:history_entry:2026-10-13:1933</guid><pubDate>Tue, 13 Oct 2026 08:00:00 GMT</pubDate></item>
<item><title>"Piccole differenze nella velocità d'uscita spiegano buona parte della dispersione verticale" entra nel registro con lo stato Riportato</title><link>https://matteocampagna.com/registro/attrezzatura/velocita-uscita-dispersione-verticale</link><guid isPermaLink="false">claim:velocita-uscita-dispersione-verticale:new_claim:2026-10-09:riportato</guid><pubDate>Fri, 09 Oct 2026 08:00:00 GMT</pubDate></item>
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